Fantasmi di Natale

Il mitico grigione

Il mitico grigione

Mi sono ricordato di te ieri pomeriggio.

E’ stato durante quello che ormai considero il mio ultimo rituale natalizio, perfino più significativo per certi versi di albero e presepe: lo scorrimento della rubrica del mio telefonino per selezionare coloro a cui invierò i miei auguri di Natale.
E’ un’operazione piuttosto delicata quella della selezione dei nomi:ci sono colleghi, conoscenti, clienti, persone che vuoi che si ricordino di te per una qualche forma di interesse o ritorno di interessi… Mandare un messaggio a tutti insieme ti obbliga ad essere il più neutro possibile: nessun riferimento personale, solo un “buon Natale e felice anno nuovo da” seguito dai nomi dei familiari oppure (ed è la formula in effetti più originale) i nomi dei familiari più “vi augurano un sereno Natale ed un felice anno nuovo”. Ecco: niente di eccezionale. La parte più difficile in effetti è decidere a chi inviare il messaggio.
Se il messaggio è sufficientemente neutro e la nostra tariffa telefonica conveniente, l’opzione più rapida è selezionare “invia a tutti”. Non nego di averlo fatto in passato: è stato cosÏ che ho inviato i miei auguri di Natale al servizio roaming della compagnia telefonica, al cellulare della consegna a domicilio delle pizze, ad un’impresa edile con cui avevo una causa civile, ad un defunto… da allora scorro la rubrica con pi˘ attenzione ed Ë cosÏ che ti ho ritrovato.
Mi sono chiesto quando ci siamo sentiti l’ultima volta. Sono quasi sicuro di averti mandato un messaggio anche lo scorso Natale ma per una telefonata vera credo si risalga all’anno prima ancora. Probabilmente ormai abbiamo passato quel limite temporale che permette, anche a chi si vede rarissimamente, di liquidare in breve l’ultimo intervallo di superfluità e parlare, parlare – dico – senza che il silenzio o l’imbarazzo prendano il sopravvento. Forse potrei decidermi a chiamarti ma ho veramente un sacco di cose da fare e l’idea di raccontarti quante mi sembrerebbe una pratica decisamente troppo narcisistica per sostenere una vera conversazione.
Chissà cosa penserai quando riceverai il mio sms: mi risponderai subito o mi inserirai nella mega lista del tuo “buon natale” + nome dei familiari?
Non ti preoccupare: queste paranoie sono solo mie e me le liquido in privato. Sono piccoli scrupoli di coscienza che si accendono ogni tanto a rischiarare le poche o molte meschinità con cui convivo. Alla fine capisco che non me ne frega niente di sentirti o meno, che se la cosa mi preoccupasse veramente ti chiamerei durante il resto dell’anno, capisco che le uniche persone di cui ci importa in tutto l’anno sono quelle prime dieci nell’elenco chiamate ricevute/effettuate del nostro cellulare, otto delle quali hanno il potere di farti sbuffare quando il telefono evidenzia il loro nome,  capisco che questa cosa del “tutti più buoni” che mi insegue dalle elementari si è finalmente semplificata grazie alla tecnologia (magari ti chiederò anche l’amicizia su internet…). Capisco, capisco alla fine perchè le luci intermittenti sono la vera espressione del Natale: acceso, spento, luce, buio, amico, estraneo, oggi ci sei e domani torno ai miei casini.
Tanti auguri, tanti auguri davvero dal solito stronzo.
Seleziona, Invia.
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