Voi siete qui

La stupidità del lemming – Ho saputo di recente, con mio grande disappunto, che questa cosa dei lemming che si buttano dalle scogliere è tutta una leggenda…Peccato! Mi sembrava la metafora più efficace dei nostri giorni pre-natalizi: il suicidio di massa di migliaia di roditori che si gettano per affogare in un fiordo norvegese. Pensavo a questa cosa mentre, come tutti, ero in coda in macchina per immettermi nel parcheggio di un ipermercato. Quando pensavo alla storia dei lemming che improvvisamente decidono di scagliarsi tutti in mare mi chiedevo: cosa ispira questi grandi movimenti collettivi? Ora, mentre ero in coda con gli altri per il suicidio di massa di un pomeriggio al centro commerciale, mi sembrava tutto più chiaro. A volte abbiamo bisogno di andare tutti dalla stessa parte. Nella variabilità della nostra vita quotidiana, nel continuo cambiare delle regole e del nostro modo di vivere, abbiamo bisogno di essere rassicurati, abbiamo bisogno di un cartello che ci dica “voi siete qui”. Un luogo, comune a tutti: e da questo punto di vista non esistono luoghi più comuni del Natale.

Il castello di Dorincourt – A questo proposito, aggiungo che il posto per me più rassicurante è il castello di Dorincourt che finora era stato abitato solo dal vecchio lord Fauntleroy, uno scorbutico gottoso i cui figli se n’erano andati in giro per il mondo, persino in America. Un giorno però il signor Havisham raggiunge l’ultimo erede dei Fauntleroy, il biondo bimbo Cedric, che viene portato da nonno per diventare un piccolo lord. Ah! Come sorrido quando Ceddie insegna all’orchestra parruccona “Oh, dem golden slippers!”… E come soffro quando Havisham dice al cocchiere “Presto! Presto! Non è un funerale! Ma potrebbe esserlo…” perché salta fuori che c’è un altro erede dei Fauntleroy, che in realtà però è figlio di primo letto del fratello di Dick il lustrascarpe! “Presto! Presto! -. dice stavolta Havisham esortando il cocchiere – “Non è un funerale! E’ una festa!”. E poi tutto finisce per il meglio: tutti si vogliono bene, il vecchio che è diventato buono e gli è passata la gotta, il biondo nipote e la beata ingenuità di poter redimere la stirpe degli oppressori, e la madre del suddetto, che era già buona ma solo di animo.
Sniff! Io resto lì, sul divano, con panettone e crema al whisky a considerare che ce l’ho fatta anche quest’anno: anch’io – come il sole – ho fatto tutto il giro per ritrovarmi al solito posto. Chissà se in qualche canale danno Willy Wonka…

Tu dove sei? – Mi accorgo che quest’anno non ci siamo sentiti per Natale. Io ti immagino sempre a chilometri e chilometri di distanza e magari (come è già capitato altre volte) eri semplicemente qualche via più in là rispetto a me. Tutti i nostri percorsi, le diverse e varie vie che ci riportano, subiscono sempre un’impercettibile variazione: seguiamo orbite ellittiche che ci allontanano silenziosamente e senza dolore.
Ci rendiamo conto che le cose sono cambiate proprio e solo quando ci ritroviamo in quei luoghi comuni dove tutto dovrebbe essere sempre uguale: tutti gli anni però, nel cielo di Natale, c’è una lucina in meno.

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Una risposta a Voi siete qui

  1. Marco ha detto:

    Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato è stato trasmesso la mattina di Natale alle 10.30 su canale 5.
    Chissà perchè ma ogni volta temo che Charlie se ne possa andare con il “succhia succhia che mai si consuma”… invece anche quest’anno s’è guadagnato la fabbrica!

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