Memoria ram(inga)

Non vi preoccupate che alla fine dimenticheremo tutto. E’ diventato fisiologico ormai: abbiamo una ram limitata e per continuare a fare la nostra vita normale dobbiamo ciclicamente svuotarla e dimenticare tutto. Da un lato questo è un segno dei tempi: la memoria è la dimensione più propria della vecchiaia e viviamo in anni che vogliono essere tutto ma non vecchi. Il tempo non passa mai per nessuno, i capelli addirittura cadono e ricrescono e, di conseguenza, non c’è bisogno di ricordare nulla. Dall’altro è una reazione ai tempi: più o meno come quando hai un incidente molto brutto e inconsciamente rimuovi tutto quello che è successo.

Ma cos’è che volevo dire? Ah, già!…Negli Stati Uniti ha destato un certo scalpore il fatto che un dirigente, incerto se assegnare o meno una promozione ad un proprio dipendente, ha fatto una ricerca su Google inserendo nel motore di ricerca il nome del candidato e ha trovato, fra i vari link, una serie di foto compromettenti che ritraevano il dipendente ubriaco ad un toga party di diversi anni prima. Sulla base di queste foto non gli ha assegnato la promozione. Il New York Times ha concluso che la “dimenticanza” è fra le cose destinate a scomparire in breve tempo: il web è una memoria collettiva dell’umanità virtualmente infinita.

Di cosa stavamo parlando? …Sì: di internet che è una specie di archivio sterminato di tutte le tue cazzate… Però è vero che le cose restano lì, a futura memoria: basta interrogare l’archivio. Si potrebbe provare quindi, prima di formarsi un’opinione in merito a qualcosa, a fare una piccola ricerca, a vedere chi è la persona che sta parlando nello schermo, controllare le foto del suo toga party, il suo curriculum vitae, il suo certificato antimafia… Perché no?

Magari potrei anche scoprire chi è Cesare Battisti, cos’era la loggia P2 e chi erano i suoi iscritti, se è vero che Bettino Craxi è morto in esilio, che studi ha fatto Flavio Briatore per diventare miliardario, quando cureranno il cancro, per quale motivo cadono i governi, cosa è successo in Italia in quella porzione di storia che non è compresa nei libri di storia…

…Eh, sì! A quel punto tutti i frammenti dei dati dispersi potrebbero diventare una storia, un racconto che si potrebbe provare a capire e a ricordare. Forse potrei verificare un po’ di cose e basterebbe la memoria per non farsi fregare. Allora la memoria non sarebbe la dimensione dei vecchi nostalgici ma quella degli adulti consapevoli…

Ma dove volevo arrivare? Ecco: mi sono scordato!

Comunque voi ricordatevi che oggi è il giorno della memoria e il secondo compleanno del nostro blog.

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