Cuori di burro

Marlon Brando

“La situazione è grave ma non seria”
Ennio Flaiano

Guardo la strada dalla finestra del balcone. Almeno qui sono al sicuro: se questa vicenda mi ha insegnato qualcosa è che almeno in casa mia posso fare quello che voglio. Spiace solo che la legge non sia uguale per tutti: pensate ar Canaro de la Magliana ad esempio, in fin dei conti aveva agito all’interno delle sue mura domestiche e non riesco ancora a capire perché sia stato condannato a 24 anni di reclusione.

La tv dice che è morta Maria Schneider. Pensavo sempre a lei quando mio padre diceva: “voi siete nati col culo nel burro!”. Pensavo a lei anche in altri momenti, ma in particolare quando sentivo quella frase che – stando al babbo – doveva significare che la mia generazione aveva avuto una vita particolarmente facile. Come era profetico, invece, l’Ultimo tango di Bertolucci! Quel deretano imburrato della mia generazione era foriero di tutt’altro, e lo sapeva bene Maria…! Anche in quel film, a ben pensarci, non uscivano mai di casa.

Eh, già: il panetto di Brando preconizzava una generazione a pecorone brutalizzata dai vecchi. Gli anni successivi avrebbero visto il ripetersi della scena in ogni ambito sociale: sei comunque troppo giovane per una posizione di rilievo, sdraiati sul pavimento e rilassati… e non chiedere mai a cosa serve tutto quel burro. “Ma…ma…” – obiettavi – “a 27 anni Barnard ha effettuato il primo trapianto di cuore, a 25 Mozart aveva già scritto…” ma il tuo nozionismo spicciolo si scontrava con una classe di vecchi decisa a non mollare l’osso ancora per molti molti anni. Se continuano a chiamarti “ragazzo” adesso che hai 40 anni c’è un motivo: lascia fare a chi è più vecchio e ha più esperienza di te.

Vecchi satiri di potere contro una generazione di pecore… l’idea che tutto questo sia legato all’attualità mi dà un leggero senso di nausea e la voglia improvvisa di uscire. Uscire! Ma mettere il naso fuori dall’appartamento vorrebbe dire rinunciare alla sicurezza del primo paragrafo: qui posso fare quello che voglio. Forse posso trovare un compromesso e magari andare a giocare in cortile con l’architetto del piano di sotto… Sì, farò così: ne approfitto intanto che c’è un po’ di sole.

Scusate devo scappare!

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