Quando mi guardo

Quando mi guardo
Eppure son simpatico / quando mi guardo / allo specchio / sono simpatico
Adriano Celentano

Rifletto. Davanti allo specchio rifletto.

Quando ho poca voglia di lavorare esco a fare due passi col cane: ultimamente il mio cane ha praticamente le vesciche alle zampe ed è uno dei pochi botoli che chieda insistentemente di tornare a casa.

Oggi mi sono fermato a riflettere: appena girato l’angolo con la bestiaccia al guinzaglio, mi sono trovato davanti all’enorme vetrata di un concessionario d’auto… è uno di quei vetroni polarizzati e quando c’è il sole si trasforma in uno specchio grandissimo.

Che impressione strana vedersi lì, nello specchio, che tengo il cane al guinzaglio…! Forse – mi dico – la sostanza del pensiero è tutta qui: nella capacità, cioè, di guardarsi da fuori come se fossimo qualcos’altro. A differenza dell’animale, che – mi dicono – vive e basta, l’uomo può guardarsi vivere, giudica quello che sta facendo, si specchia, no?, nella propria coscienza…

Eppure oggi mi guardo nello specchio e mi sembra tantissimo che non mi vedo: i miei occhi segnalano chiaramente che devo dormire di più, le mie spalle e la postura della mia schiena che devo fare più sport… Il mio riflesso sembra essere molto più consapevole di me riguardo a quello che mi serve.

Forse sono caduto anch’io nell’errore dell’animale e per moltissimo tempo ho vissuto e basta, senza guardarmi.

O forse – come succede nelle pubblicità delle creme antietà – mi sono concentrato su piccolissimi particolari ingranditi un milione di volte, in quei canyon profondissimi che negli spot dovrebbero essere le nostre rughe, e ho perso di vista il disegno generale…

A guardarmi bene però non sono messo così male: in fin dei conti è primavera e ritagliandomi un po’ di tempo potrei venire incontro alle esigenze del mio riflesso; forse senza riflettere troppo ho dato la precedenza ad una serie di cose che credevo importanti ed invece non servivano a un granché. A guardarmi tutto intero lì mi sento abbastanza contento: un po’ di sana riflessione è una forma di affetto verso me stesso. Sono contento nel constatare il funzionamento del mio corpo e la sua estensione… mi sento quasi migliore del solito: guardarsi da fuori è una bella sensazione. E’ come se lo specchio mi dicesse che non ci vuole molto a migliorare la mia vita di tutti i giorni, basterebbe osservarsi un po’ meglio, definire le reali esigenze, godere di quello che si è, avere un’immagine realistica di quello che siamo e…

BAU!BAU!BAU!BAU!BAU!BAU!

…ooops! Dopo cinque minuti che ero imbambolato davanti alla vetrina, il cane si è messo ad abbaiare al suo riflesso che ha scambiato per un altro cane. Anche io, che mi sono risvegliato, vedo un estraneo che lo tiene al guinzaglio.

BAU!BAU!BAU!BAU!BAU!BAU!

… sì, sì: hai ragione botolo… Non perdiamo altro tempo e torniamo a lavorare.

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Una risposta a Quando mi guardo

  1. Emanuele ha detto:

    a volte uno specchio, a volte è un caso della vita che ti spinge a guardarti con più attenzione e ad abbiare a quel qualcuno che non riconosci più… in fondo botolo ragisce con l’istinto di natura, in fondo ci insegna più cose di quanto la nostra coscienza riesca a fare. Lui, quell’altro non lo riconosce, così i nostri occhi non riconoscono più quelle occhiaie, quelle espressioni del viso che piegando inesorabili precipitano verso il basso, gravi del nostro vivere, quell’uomo al guinzaglio di se stesso.

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