Pericolo caduta massi

caduta massi

foto di Silvia Catalano

La mia generazione, alla fine, è la generazione dei crolli.

Entravo nell’adolescenza quando – vraaaaaaaammm! – è crollato improvvisamente il Muro di Berlino: la nuvola di polvere fece tossire tutta Europa.

Di lì a poco – vraaaaaaaammm! – crollo dell’URSS e delle mie conoscenze geografiche: si sono moltiplicati gli stati e le capitali ed io ho praticamente dilapidato tutto quanto avevo imparato alle scuole elementari (chi sa dov’è l’Ossezia? E qual è la sua capitale?).

Andavo a votare che – vraaaaaaaammm! – è caduta la prima repubblica e, in pratica, tutte le sfumature che accompagnavano le posizioni politiche: “io sarei un liberale, però con tendenze socialiste, ovviamente stiamo parlando del primo socialismo che…” “sì, sì, vabbè: ma sei di destra o di sinistra?!”.

Domani è l’anniversario del crollo delle Torri gemelle. Ricordo che guardavo attonito la televisione chiedendomi se fosse un effetto speciale (come quando era esploso lo Shuttle, vi ricordate?) e, mentre maledicevo i deleteri effetti della fiction su di me, Gabriele – un mio giovanissimo amico – disse che quel crollo non gli faceva né caldo né freddo.

Io gli ripetevo quello che sentivo dai telegiornali, cioè che niente sarebbe più stato come prima… “Prima di che?” mi rispose lui. Vraaaaaaaammm!

La mia generazione si aggirava fra varie macerie, rimpiangendo lo skyline tradizionale che ci dava tanta sicurezza… Di tanto in tanto ci si aggrappava a qualche muretto che sembrava reggere ancora: il Lavoro (vraaaaaaaammm!), l’idea di comprarsi una Casa (vraaaaaaaammm!), di farsi una Famiglia (vraaaaaaaammm!)… In effetti, invece, niente sarebbe più stato come prima: quei crolli avevano dimostrato semplicemente la precarietà di tutte le costruzioni.

Non c’è da stupirsi se nel frattempo siamo cambiati, se siamo un po’ più disillusi, se camminiamo tenendoci a debita distanza da altri muri traballanti (la Politica, le Borse mondiali… ma anche il mondo dell’Università e della Ricerca, dell’Imprenditoria…): semplicemente ci siamo adattati alla situazione e questi crolli, adesso, non ci fanno più né caldo né freddo.

Non lamentatevi se le nostre teste sono un po’ più refrattarie agli Ideali e se sembriamo seguire le Grandi Marce con passi più cauti e pesanti: siamo semplicemente una generazione con l’elmetto e con scarpe antinfortunistiche.

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