Lettera di dimissioni

EarthOvershootDay

Caro Figliolo,

con questa mia ultima lettera ti spiegherò il significato della misteriosa espressione di cui mi domandavi, ossia “dare le dimissioni”. Vedi, non è semplice farlo capire a te, che finora non hai mai visto nessuno compiere questo gesto, ma ci proverò lo stesso.

“Dare le dimissioni” significa rinunciare all’incarico che si ricopriva perché non ci si ritiene più adatti per ricoprirlo; questo può accadere per vari motivi: perché si sono commessi degli errori, perché le persone che abbiamo scelto hanno commesso degli errori, perché non si ha più la dignità per ricoprire un determinato incarico.

Ecco: qui dovrei spiegarti un altro termine strano che è “dignità” ma, siccome, la cosa prenderebbe veramente troppo tempo, preferisco parlarti di “responsabilità”. Questa parola deriva dal verbo “rispondere”: quando succede un guaio, o c’è qualche tipo di necessità, o bisogna risolvere un problema chi devo chiamare? Il “responsabile”, cioè la persona che risponde per questa cosa. Quando qualcuno ha un posto di responsabilità, significa che deve rispondere di un sacco di cose, ha un sacco di grane a cui fare fronte e così via… Se le cose non vanno come devono andare, la gente se la prende col responsabile e, eventualmente, il responsabile dà le dimissioni.

Messa così è molto semplice… ma se nessuno oggi dà le dimissioni è semplicemente perché nessuno è responsabile di niente. Può dare le dimissioni chi dice “io ho fatto questo lavoro, se non vi sta bene (oppure se ho sbagliato) me ne vado”, ma è evidente che chi non ha fatto niente non può dimettersi da nulla.

Non ti stupire se nessuno si dimette da niente: bisognerebbe sentirsi responsabili di qualcosa per potersi dimettere. La maggior parte della gente di cui si chiedono le dimissioni invece dice di essere lì per volere del popolo… il che – come vedi – è diverso dall’essere lì per fare qualcosa e presuppone che debba essere il popolo stesso a toglierlo di lì.

Purtroppo qui ritorna un po’ la questione della dignità… vedi, significherebbe “essere degno” di fare una cosa ma se la gente dice “sono qui perché mi ci hanno messo” e non “sono qui perché ho questi progetti, perché sono la persona adatta”, già ti fa capire che non è né degna né responsabile (anzi, sotto sotto, sta dando la colpa a te di averla messa lì e tu, per non avere colpe, ce la lasci!).

Comunque scusami per questo sproloquio ma è proprio per farti capire che – ti dicevo – questa sarà la mia ultima lettera. In effetti, in un ultimo rigurgito di coscienza, ho deciso di dimettermi da genitore. Se lo faccio, credimi, è proprio perché mi sento responsabile e non sono molto soddisfatto di quello che ho combinato: tutti questi anni ti hanno insegnato l’ostinazione, la perseveranza negli errori, l’incapacità di valutare le situazioni e, soprattutto, di vergognarsi.

Ecco: io mi vergogno e forse questa è l’unica cosa che ti posso insegnare. Stai tranquillo e anch’io farò lo stesso: d’ora in poi non mi sentirò più responsabile di niente.

Stammi bene e buona fortuna… oggi è l’Earth Overshoot Day.

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