Camilla va in gita

Camilla va in gita

Come sempre capita ai papà, sono venuto a sapere che mia figlia sarebbe andata in gita solamente il giorno prima. Mia moglie, che sostiene invece che l’avviso c’era arrivato da settimane, mi ha affidato la preparazione dei panini per il pranzo al sacco. Questa praticamente è la prima gita vera di mia figlia, con il pullman che va lontano e la maestra che lascia il suo numero di cellulare alle mamme (anche lei non si fida dei papà…).

Ero lì a preparare i panini e mi sono scoperto preoccupato: tutta quell’autostrada e poi non si sa mai cosa può succedere… e se l’autista avesse un colpo di sonno? Potrebbe piovere e la strada potrebbe essere scivolosa e comunque non sai mai chi puoi incrociare… Mi sono ritrovato a preparare i panini con più cura del solito perché pensavo alle manine di mia figlia che li spacchettavano e mia figlia, secondo me, ha delle mani veramente belle e piccole (con delle mani così, pensavo, non si dovrebbe andare in gita lontano…). Insieme ai panini le ho messo una cioccolata come una specie di sorpresa e ho pensato che avrebbe sorriso aprendo il sacchetto dei panini e trovandoci dentro una cioccolata: io sono molto contento quando sorride perché credo che abbia un sorriso molto luminoso ed è un peccato che vada lontano per una gita. Le ho messo dei fazzoletti di carta, le salviettine umidificate, delle caramelle… Ecco: forse questa è l’apprensione del bravo genitore che non avevo mai provato; mia figlia va lontano da casa e io devo pensare a tutti gli imprevisti e riempire questo zaino.

Improvvisamente ho pensato a Brindisi e ho sentito una specie d’orrore che non voglio neanche provare a scrivere. Ho pensato a cosa può sentire un genitore che vede quello zaino (con la merenda, con i quaderni, con il diario, con le scarpe da ginnastica, col cellulare…) buttato per terra e ricoperto di sangue. Ho pensato a cosa può voler dire per un genitore pensare alle mani o al sorriso di tua figlia in quelle condizioni. Ho pensato a tutte le bombe senza senso che sono scoppiate nella mia vita, a tutti i rischi a cui, da figlio, inconsapevolmente, sono passato di fianco: quando ho percorso l’autostrada di Capaci per andare al mare, quando ho passeggiato per Firenze, tutte le volte che ho preso il treno dalla stazione di Bologna, quando ho sorvolato Ustica per andare in Grecia…

Ho avuto paura ed era una paura peggiore del solito perché non si trattava di me e non sapevo cosa fare. Tutto quello che potevo fare era preparare quel cavolo di zaino coi panini.

Mi sono reso conto che un genitore non può evitare certi rischi ad un figlio, forse può solo fare il possibile per facilitargli il viaggio e sperare che trovi una strada migliore della tua. E allora pensavo che in quello zaino avrei dovuto mettere molta Speranza, perché sono sicuro che a mia figlia potrebbe servire; e poi dei Pensieri Felici, come i panini delle gite o la cioccolata, cose che la possano far sorridere quando meno se lo aspetta. Ci metterò la Fiducia: fiducia che sarà una bella giornata e comunque si divertirà e incontrerà solo brave persone. E poi non dovrebbero mancare la Volontà di capire e cambiare le cose, la Curiosità per tutto ciò che è nuovo e pure la Memoria, perché anche quello che è passato serve… e poi Coraggio, sì, molto coraggio, anche se sembra una di quelle cose inutili, come quando tua madre insiste per darti una maglietta di scorta perché davvero non si sa mai…

Solo la Paura la terrò tutta per me: la nasconderò come si fa con la Nutella in modo che lei non la trovi, in modo che nello zaino rimanga un po’ di spazio per i suoi Sogni.

“Sono pronti i panini?”

Certo che sono pronti: eccolo qui il tuo zaino per la gita. E tu? Sei pronta?

Fa’ la brava, mi raccomando.

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