Distrazioni

10 anni di Kabaré Voltaire

La vita è una tale distrazione che non ti lascia neanche prender coscienza di ciò da cui ti distrae

F.Kafka

 

Devo essermi distratto un attimo ed è passato un po’ di tempo.

Le distrazioni fanno così: perdi il contatto con la realtà e non ti rendi più conto del tempo che passa. D’altra parte, la parola stessa – “dis-trazione” – significa questo… E’ qualcosa che ti “tira via” da quello che stai facendo verso qualcos’altro.

“Stavi dicendo, scusa?” – Tu ormai sorridi quando faccio così, perché in effetti ti stavo ascoltando ma non ero proprio lì, ero “tirato via” verso un altro posto.

“La musica è una bella distrazione” – Eh, già: la musica è una distrazione potente. Non solo ti tira via la testa dalle tue cose ma a volte ti sottrae proprio fisicamente. Allora ti ritrovi su una macchina carica di strumenti a cercare di chiudere gli occhi sul sedile posteriore, oppure in qualche birreria della provincia a collegare cavi e mangiare panini con la salamella, nel cesso di qualche locale a sistemarti la cravatta, nel camerino di un teatro a guardarti allo specchio… E sempre quella sensazione di essere nel posto sbagliato. Di essere in qualche modo “tirato via” rispetto a dove dovevi stare. E c’è quel senso di vuoto mentre ritorni di notte e sei una specie di acrobata sospeso su un filo di benzina o sulla riga di mezzeria, quando metti via gli strumenti, quel languore del palco vuoto, del locale che non ti bada più…

Posti sbagliati: è uno degli effetti collaterali delle distrazioni. In questo continuo essere “tirato via” non sai mai quando sei dalla parte giusta e hai sempre il rimpianto della parte opposta. Sono queste le distrazioni, quelle che hai fortemente cercato e voluto e che adesso fanno sì che tu sia sempre un po’ con la testa da un’altra parte, con lo sguardo strabico di chi getta un occhio di là e si domanda se sarebbe stato meglio in un’altra esistenza, cosa sarebbe cambiato, quante forze, tempo, denaro, vita in più avrei avuto se…

“Ti ho detto che giovedì vado a Roma?” Già, che stupido! Certo che te l’ho detto! E’ una settimana che non penso ad altro e che questa cosa s’infila in tutti i nostri discorsi… Certo: e come vedi sono già distratto, sono tirato via ed è come se non fossi qui ma fossi già sopra il treno.

Non è forse questo il senso di tutto? Vivere un binario parallelo rispetto a quello di tutti i giorni, credere che alla fine di qualche strada ci sia un posto migliore, un applauso del pubblico pagante, la soddisfazione generale dell’organizzazione, la gloria tributata – rigorosamente in nero – all’Arte …

Ma ultimamente, credimi, le distrazioni si bruciano ancora più velocemente: e io so già come mi sentirò fuori posto su quel treno di ritorno, quando la notte fuori dal finestrino mi sembrerà un po’ troppo grande per essere sopportata da solo.

Le distrazioni sono così: ti lasciano brevissimi intervalli di lucidità in cui riesci a vedere la tua faccia nello specchio o nel riflesso di qualche finestrino … qualche pelo bianco fra barba e capelli (da quanto tempo?) e le rughe di troppi sorrisi attorno agli occhi (“sono veramente felice di essere qui con voi questa sera!”).

Devo essermi distratto un attimo ed è passato un po’ di tempo.

Dieci anni per la precisione… quasi dieci anni di Kabaré Voltaire.

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2 risposte a Distrazioni

  1. Emanuele ha detto:

    Momenti di vita e di musica in pura poesia. Chapeau.

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