L’equilibrio termico

 L&M

a M. & L., stelle distanti

 

E quando poi ci incontreremo di nuovo forse faremo l’effetto di due vecchi clown, con i nostri sorrisi esagerati disegnati in faccia. Non parleremmo mai del circo: ci farebbe troppo male ricordare proprio il motivo per cui le nostre strade si sono incrociate e preferiremmo il silenzio allora. Cos’altro avremmo da dirci? “Tutto bene”. Sarebbe la nostra maschera successiva: chi ha voglia, in fondo, di togliersi il cerone e mostrarsi all’altro per quello che è? Ci accontenteremmo di quel “tutto bene”, come siamo abituati a fare adesso, mentre una volta avremmo risposto davvero alla domanda “come stai?”.

Ma adesso c’è di mezzo “il circo”, ricordi? Tutto quello che abbiamo condiviso è proprio ciò che adesso ci tiene distanti: l’abbiamo deciso noi e proseguiremo con questa scelta. Ognuno sulla sua strada, ovviamente…

Sai, c’è un fenomeno che in fisica si definisce “equilibrio termico”. Si verifica quando metti vicini due corpi che hanno temperature diverse. A quel punto il corpo più caldo cede calore a quello più freddo: uno si scalda e l’altro si raffredda, finché non raggiungono un equilibrio appunto, finché il calore non è equamente ripartito fra i due corpi.

Chissà se i fisici studiano anche la frustrazione del corpo più caldo, che forse ha la sensazione di perdere qualcosa in quella vicinanza o chissà se invece qualcuno ha pensato al fatto che quello che prima era un corpo freddo adesso è cambiato, non è più quello di prima, perché qualcuno gli ha passato calore.

Ho detto “qualcuno”? Mannò! Stavo parlando di fisica, no? Volevo dire “qualcosa”: mi sono confuso: era solo un esempio per fare due chiacchiere … Cosa vuoi che c’entri tutto questo con noi?

Era solo per dire che si parla sempre di “dispersione” del calore senza considerare che questo calore va da qualche parte e magari qualcun… qualcosa lo riceve volentieri. A volte penso alle stelle, che alla fine dei conti sono delle enormi dispersioni di calore. L’enormità del cielo è quasi commovente confrontata al calore delle stelle. Ci pensi mai? Eppure è così consolante guardare quel brillìo in mezzo a tutto quel vuoto.

Io credo che a qualcosa serva tutto quel calore lanciato per anni luce. Anche se poi le stelle si sono spente da migliaia di anni e la loro luce ci arriva come una specie di eco. Ecco: alla fine la luce delle stelle è il loro ricordo, un ricordo luminoso.

Ti annoio? … E’ che a volte penso a stelle che magari si sono già spente da un sacco di tempo e tu invece credi ancora che siano lì, brillanti: allora, magari, ti capita di pensare che un giorno si spegneranno o qualcuno le vedrà mentre si spengono e senti come una specie di … di nostalgia, sì, un dolorino sottile per le cose che sei destinato a perdere. Non è strano sentire la nostalgia del futuro?

Secondo te c’è qualcosa di male se ogni tanto resto così, con il naso per aria, a fissare il calore di ricordi lontanissimi, a sognare un po’ di esserne riscaldato, a pensare che non si tratti solo di ricordi ma di qualcosa di ancora vivo, che è lì, esattamente dove è sempre stato?

Come?

Ho detto “ricordi”? No, no … scusami, devo essermi confuso: “stelle”. Volevo dire “stelle”.

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