Letterina

Natale2012

Caro Babbo Natale,

so che non ti scrivo da un po’ e la colpa è mia. Tutte le mie precedenti richieste, i miei appelli o – più semplicemente – i miei desideri, li ho sempre indirizzati e rivolti a persone reali che, teoricamente, erano messi lì ad ascoltarli. Abbi pazienza: ho capito col tempo che questo ascolto era frutto della mia immaginazione e, seppure troppo tardi, torno a scrivere a te, certo che mi saprai capire e perdonare.

Allora: per questo Natale vorrei una faccia nuova. Tutti attorno a me continuano a dire che c’è bisogno di facce nuove e anche io, in effetti, comincio a sentirne l’esigenza. La faccia che ho adesso non ha niente che non vada, intendiamoci, ma ormai comincia ad avere alcune pieghe attorno agli occhi, o alla bocca, che sono il segno delle delusioni. Se sento qualcuno farmi promesse o spiegarmi che tutto si risolverà oppure che lui ha la soluzione in tasca, non riesco più ad avere un’espressione credibile: si vede che non la bevo e questo non va. Non voglio avere un aspetto che, per colpa di un’espressione triste e disfattista, susciti disagio nella gente o intristisca gli altri. Vorrei avere una di quelle belle facce lisce e tirate, con il sorriso pre-stampato, che mi permetta, proprio perché è nuova, di fare tutta una nuova serie di figure da fesso.

A questo proposito poi mi piacerebbe avere un po’ di memoria in più. Ma non come il computer o il cellulare, perché non è che devo fare delle operazioni complicate o ricordarmi, chessò, le cose capitate negli ultimi dieci o vent’anni… No: capisco che ricordarsi addirittura il passato sarebbe veramente chiedere troppo… Mi basterebbe quella memoria… hai presente quando si gioca a scacchi e tu dici “l’alfiere non lo posso muovere altrimenti la regina me lo mangia” e stai fermo mezzora a valutare tutte le alternative e poi dici “ma perché non ho pensato prima a muovere l’alfiere!”, lo muovi e la regina te lo mangia? Hai presente? Ecco: mi serve quella memoria lì, perché negli ultimi anni mi sembra di aver detto un sacco di volte “questa cosa non la rifarò più” oppure “la prossima volta non mi frega” oppure “questa mossa sarebbe veramente stupida” e poi ci sono sempre ricascato.

Già con la faccia e la memoria a breve termine credo che sarò una persona felice però, se proprio ci fosse spazio, vorrei farti un’ultima richiesta. Mi servirebbero un po’ di frasi ad effetto e qualche idea appariscente (non necessariamente buona, non ti preoccupare!) da distribuire in giro. La gente al giorno d’oggi ha molto bisogno di idee perché difficilmente ne ha di proprie e quindi accetta volentieri quelle degli altri; lo stesso vale per le frasi: tutti ripetono quello che hanno già sentito e io sarei molto felice se fossero cose mie. L’importante è che non siano pensieri o parole troppo pesanti: che possa portarle in tasca, insomma, e distribuirle ai conoscenti secondo le esigenze.

Grazie caro Babbo! Queste cose mi servono per cercare di cavarmela anche quest’anno: come sai, qui ormai ognuno si arrangia come può.

Ovviamente mi accontenterò anche della solita cravatta. Non ti preoccupare: sarà sempre di più rispetto a quello che ricevo di solito per le mie richieste.

Cordialmente.

illustrazione di Lucia Conversi
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