Si stava meglio

bruno

Non so se ve lo ricordate ma il primo post di questo blog è stato scritto il 27 gennaio e non a caso – ma anche questa è una cosa che non so se vi ricordate – il 27 gennaio è il giorno della memoria. Ora non so se qualcuno di voi si ricorda o se, più semplicemente, ci ha fatto attenzione, ma tutti i post pubblicati in quella data hanno come argomento, esplicito o sottinteso, la memoria.

Adesso però ci giro intorno e non mi ricordo più di preciso di cosa volevo parlare…

 

Comunque sia la memoria è una cosa molto strana.

Qualcuno dice, per esempio, che gli animali non hanno memoria.

Io a questa cosa non ci credo: intanto perché il mio cane si ricorda benissimo dove ho messo le sue crocchette o quando è ora di fare una passeggiata o che quando lo guardo in un certo modo sto per dargli una ciabattata nel sedere. Forse, chi sostiene che gli animali non hanno memoria, intendeva dire che non hanno storia o, meglio, non hanno il peso dei ricordi.

Se il mio cane, per recuperare la solita pallina da tennis che gli lancio in cortile, si è schiantato contro la porta del garage facendo la figura del pirla, questo non significa che la volta successiva starà più attento o sarà più cauto o, ancora peggio, che rinuncerà a seguire la pallina.

Se piglia una ciabattata nel sedere ogni volta che abbaia al campanello di casa, non significa che la volta successiva eviterà di farlo.

 

Forse gli animali hanno soltanto una memoria particolarmente selettiva, che permette a loro di ricordare solo le cose belle e di rimuovere quelle spiacevoli.

Questo spiegherebbe ad esempio perché il cane continui a scodinzolarmi nonostante gli abbia dato innumerevoli ciabattate nel sedere.

 

A volte penso che anche gli uomini, alla fine dei conti, stanno sviluppando una particolare memoria selettiva: i ricordi cominciano a diventare tanti e ingombranti e forse non vale più la pena davvero di ricordare tutto tutto… Forse basta concentrarsi su quello che vogliamo ricordare.

Si sviluppa allora una memoria simile a quella degli animali: una memoria senza spessore, in cui ti ricapitano le cose senza che lascino il segno.

 

Se gli uomini ricordassero davvero le cose, le campagne elettorali e le innumerevoli apparizioni televisive funzionerebbero molto meno.

Se gli uomini ricordassero davvero le cose, non direbbero frasi come “si stava meglio quando si stava peggio” perché, in effetti, quando si stava peggio si stava peggio.

Se gli uomini si ricordassero davvero le cose, non continuerebbero a schiantarsi contro il muro perché qualcuno si diverte a tirare loro una pallina rimbalzina.

Se gli uomini si ricordassero davvero le cose, forse sarebbero un po’ più Uomini.

Così, alla fine, questa memoria selettiva ci rende più istintivi, più rapidi nell’agire senza che le eccessive riflessioni ci blocchino: fiutiamo l’aria del momento, senza stare lì a pensarci troppo, e agiamo di conseguenza.

Tutto questo è legittimo e non è detto che sia sbagliato.

 

A volte però sono un po’ stanco di tutti questi anni di ciabattate nel sedere.

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