La Pornografia e lo Spirito della Rete

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Secondo l’opinione del dottor Perry Cox di Scrubs (un’ autorità in materia), se togliessero tutta la pornografia da internet, rimarrebbe un solo sito intitolato “ridateciilporno.org”.

Io non credo che la finalità di Internet sia esclusivamente quella ma certo possiamo dire che tutta la Rete, o meglio, lo Spirito della Rete, è essenzialmente pornografico.

Per quanti fra voi – usi soltanto a frequentare noiosi blog di gruppi musicali – avessero poca dimestichezza col genere, riassumiamo quelle che sono le caratteristiche principali della pornografia: 1. l’esibizionismo, 2. la ripetitività, 3. l’annullamento del desiderio.

Sulle prime due forse non c’è molto da dire e risultano abbastanza intuitive: il porno è fondamentalmente ostentato e sempre uguale a se stesso (lo so che voi più esperti state storcendo il naso… ma il fatto stesso che sia diviso per categorie significa che sapete esattamente cosa aspettarvi da un determinato genere). Sulla terza caratteristica vale forse la pena di spendere qualche parola di più, dal momento che è quella che mi ha portato a scrivere tutto questo.

Il porno infatti è la ipersoddisfazione di un desiderio. Se il desiderio è 1, il porno risponde con 100; un po’ come se tua madre – che sa che adori la pasta al forno – te ne mandasse una teglia tutti i giorni a pranzo e a cena. Soprattutto, questa soddisfazione è rapida e priva di problemi o complicazioni: “Ciao Ma’!” “Ecco la tua pasta! Mangia, mangia tutto!”.

Tutto questo mi ha portato a pensare che la Rete, in generale, segue le stesse modalità. Se ci pensate, alla fine dei conti, l’”Harlem Shake” ha tutte le caratteristiche della pornografia. La Rete non solo è dominata dal principio dell’esibizionismo (un pirla come me si permette di scrivere a tutti invece che tediare gli avventori di un solo bar), ma pure, evidentemente, da quello della ripetitività. Il tasto “condividi” è probabilmente il comando più pornografico di tutti.

C’è però anche la terza caratteristica da considerare. Se ricercate un albergo a Voghera per il fine settimana e spulciate un po’ di offerte in rete, ogni pagina vi si aprirà con promozioni di alberghi in tutta la bassa pavese, anche se voi avete cambiato idea o destinazione (“mangia ancora un po’ di pasta al forno… da bravo a mammà!”). L’effetto collaterale è quello dell’autoreferenzialità: c’è gente convinta di essere fortunata (“mi sento fortunato”) perché le sue pagine contengono sempre offerte di quello che li interessa, così come probabilmente ci sono persone convinte che le “ragazze vogliose e insaziabili della tua città” aspettino tutto il giorno nude davanti alla webcam soltanto il momento in cui loro si connettono.

Ecco: la rete, come la pornografia, ti dà l’illusione che tutto sia finalizzato a te, che tu sia il centro del mondo.

Alla fine allora, se proprio vogliamo essere apocalittici fino in fondo, dobbiamo constatare che tutta la nostra società vira verso la pornografia, verso la soddisfazione rapida e ripetitiva di desideri bambini: la pasta al forno, il cellulare, l’auto emozionante, il figlio di Belen, le lacrime di Tizio o il topless di Caia.

Perché scrivo queste cose? Intanto per quell’aspetto esibizionistico-pornografico che dicevamo sopra, nel quale siamo tutti immersi a partire dal sottoscritto, ma anche per tre motivi fondamentali.

Il primo è farvi riflettere sul fatto che l’Arte è (o dovrebbe essere) l’esatto opposto di quanto abbiamo detto finora: è un desiderio complesso, che ha bisogno di tempo e pazienza per essere capito; non viene incontro alle tue esigenze con quello che già ti aspetti: è un gesto universale (non tuo o di altri, e nemmeno dell’autore) che rappresenta forse uno dei pochi antidoti alla tendenza pornografica della nostra società.

Il secondo è legato al fatto che Internet sembra rappresentare per noi oggi la soluzione di tutti i problemi, dalla diffusione della cultura alla democrazia diretta, dalla ricetta dei pancakes alla politica internazionale… Tutto quello che passa in rete, però, rischia di avere le tre caratteristiche pornografiche che dicevamo e forse bisogna sempre pensarci un po’ su.

Il terzo è vedere se è vero che il porno muove tutto su internet. Se questo post avrà molte più visualizzazioni del solito trarrò le mie conseguenze.

Alla fine quindi mi scuso con te, caro Lettore che, cercando alberghi a Voghera, sei casualmente capitato su queste pagine: in fondo, eri solo un piccolo esperimento sociologico e non sempre internet riesce a darti quello che cerchi davvero.

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4 risposte a La Pornografia e lo Spirito della Rete

  1. allsho ha detto:

    Non so che conclusioni trarrai, ma il tasto “mi piace” l’ho pigiato. E pure quello “condividi”. 🙂

  2. Michelina Viva Viva ha detto:

    come sempre un post non banale e pungente, senza essere pesante o polemico (almeno in superficie!). come sempre un piacere leggerti

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