L’errore di Narciso

narciso_caravaggio
Conoscete l’errore di Narciso?

No, non sto parlando della storia di Narciso… quella la conoscono tutti.

C’è questo bel ragazzo – Narciso, appunto – in riva al fiume: vede il suo riflesso nell’acqua, si innamora della sua immagine e, nel tentativo di baciarsi muore affogato. Sì: messa così è una storia un po’ stupida ma non è che migliori molto nelle varie versioni del mito.

Comunque io non sto parlando della storia ma sto parlando del suo errore che, in effetti, è la cosa più difficile da capire di tutta la faccenda. Voglio dire: come è possibile che uno si guardi in faccia e non si riconosca?

C’è un’unica spiegazione per questa vicenda ed è che Narciso non si conosceva: non aveva idea di come fosse la sua faccia e ne rimane affascinato come se fosse il volto di un estraneo. Tutta la storia, in effetti, è un problema di scarsa conoscenza di sé.

Come Narciso, stavo riflettendo queste cose davanti ad uno schermo televisivo… Si accampavano sul vetro le immagini in sequenza di leader politici, di capipopolo vari, di pasdaran di regime, di nani (avete capito a chi mi sto riferendo…) e ballerine (come prima)…

…Finché all’improvviso, guardando dritto verso di me, è apparso il faccione di Giuliano Ferrara a dirmi: “siamo tutti puttane!”. E’ stato quel “siamo” a svegliarmi: ho capito che Giulianone non aveva poi tutti i torti e, forse, anch’io stavo commettendo l’errore di Narciso.

Non fraintendetemi: non ho provato alcuna pulsione per l’Elefantino. Ho soltanto capito che c’è una stretta correlazione fra il “di qua” del vetro e il “di là”: in televisione guardiamo cose, comportamenti, personaggi, aberrazioni varie, che riteniamo totalmente estranee rispetto a quello che siamo noi. Subiamo la strana fascinazione di uno specchio magico prendendo per “altro” tutto quello che vi appare.

Forse, invece, quando sono schifato per quello che vedo in televisione, alla fine sono schifato di me stesso.
Mi rendo conto che quei vizi, quel modo di pensare, quella doppiezza che vedo nei peggiori personaggi televisivi, alla fine non sono che un riflesso di chi sta dall’altra parte a guardarli.

Guardando Ferrara ho pensato che se il mio riflesso fa così schifo, forse è anche un po’ colpa mia: quello che vediamo è una rappresentazione – deformata e ipertrofica finché si vuole – del nostro modo di pensare.

Non ho idee nuove o diverse rispetto a quello che viene detto in tv: a volte mi riconosco più chiaramente in alcune cose, mi disturba vederne o sentirne altre, esattamente come quando, davanti ad uno specchio, evito di vedere i miei difetti e mi concentro, più affezionato, su altri particolari. Penso che, nel momento stesso in cui io sono disgustato da un pensiero espresso in televisione, c’è qualcun altro che lo condivide chiaramente: quell’immagine grottesca che appare sul vetro è davvero il faccione di tutti noi.

Allora forse – come quando ti vedi nello specchio a figura intera e pensi alla prova costume –  è il caso di intervenire, di fare ricorso a un po’ di sano narcisismo e di cercare di migliorare la propria immagine riflessa. Se quella roba lì sono anche le mie idee… be’, devo darmi davvero da fare per migliorare la situazione!

Chissà se da qualche parte fanno la liposuzione e il lifting anche per le idee.

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