Le idee cambiano faccia

berlusconi

«Nonno! Dove vai?! Cosa stai facendo?!?»

«Lasciami! E’ ora che qualcuno si dia da fare in questo paese…! E tocca ancora a me! Io pensavo di averla già fatta la mia parte ma voi giovani, molli e senza ideali, vi lasciate calpestare senza neanche reagire. Tanto varrebbe tatuarvi “Benvenuti” sulla schiena, invece di quelle robe alla Fabrizio Corona…!»

«Ma nonno… tu non capisci! Davvero…»

«Cosa? Cosa non capirei? Che i diritti di migliaia di persone vengono calpestati? Che la democrazia è in pericolo? Quando si combatte per uno in realtà si combatte per tutti quelli che gli stanno dietro. Si combatte per l’idea, capisci? Nel corso della mia vita ho difeso decine di persone per difendere le idee… Le idee si sono sovrapposte alle facce delle persone più diverse ma in ognuna di quelle facce io riconoscevo l’idea di Giustizia o di Libertà o di… Ma lasciami adesso! Non vedi che sto facendo tardi?!»

Cercavo di trattenerlo per un gomito, afferrando la sua solita giacca infeltrita, quella che si mette per i viaggi.

«Nonno, nonno: è proprio questo il punto! Le idee sono più forti delle persone… Sopravvivono alle persone! Se ammazzano Che Guevara mica muore l’idea di rivoluzione, no?»

«Ah! Proprio Che Guevara devi tirare in ballo?!? Ormai quello è buono solo per le bandiere prestampate!»

«Era per dire… ma prendi… Prendi il Milan! Il Milan non è mica Nordahl, non è Van Basten e nemmeno Franco Baresi… E’ il Milan!»

«Ma cosa c’entra questa cosa? Cosa stai dicendo?!»

«Fammi finire, nonno, per favore! Dicevo che l’Idea supera le persone. Cioè… Le idee possono essere incarnate da alcune persone ma non coincidono perfettamente… Le persone possono sbagliare, deluderti, morire come dicevo ma questo non capita all’idea che sta dietro di loro… Le idee cambiano faccia a seconda delle persone che le portano avanti…»

«Bah! Non mi stupisco che tu sia disoccupato! Paroloni! Paroloni e basta vi hanno insegnato a scuola… Vi nascondete dietro i paroloni senza muovere un dito quando avvengono le ingiustizie… E lasciami andare!!»

«Ascoltami! Ragiona: se dipende tutto da una persona vuol dire che l’idea non esiste… Non c’è niente da portare avanti a parte la persona stessa. Se un movimento coincide con una persona vuol dire che il movimento non esiste! Se tutto dipende da lui significa che gli altri sono degli incapaci che dipendono da lui e che non esistono idee, programmi, obiettivi  a parte quelli che indica lui… L’unico obiettivo è la sopravvivenza di quella persona che, oltretutto, non può mica vivere per sempre, no? Vuol dire che dietro non c’è niente! Ricordati di tutte le battaglie che hai fatto! Le persone sono un pretesto, non l’obiettivo finale…»

«Dai che è tardi, lasciami!»

«… nonno, persino le aziende non coincidono con una persona. Se muore il fondatore della ditta e la ditta fallisce significa che ti sei circondato di incapaci, che come imprenditore non hai costruito nulla a parte il tuo profitto personale!»

«Ma lasciami! Cosa ne vuoi sapere tu di idee, di politica, di aziende! Cianci di tante cose che non conosci, leggi giornali che ti inculcano idee sbagliate e le vieni a ripetere a me che devo partire! Torna a casa, guarda il tg o, ancora meglio, trovati un lavoro! Io quello che dovevo fare l’ho fatto nella mia vita e adesso voglio seguire l’unica persona che mi ha trasmesso un po’ di fiducia, che ha dato voce alle mie idee, che ha difeso la mia casa… E mollami!!»

Con un ultimo strattone il nonno se ne va. Poco distante lo aspetta il pullman tricolore del viaggio organizzato. Un simpatico steward gli consegna un sacchetto con le provviste per il viaggio e la diaria, una bandiera tricolore nuova di zecca e un cartello che sembra scritto a mano ma è uguale a tutti gli altri che vengono distribuiti. Io lo guardo da lontano e capisco che la “guerra civile” è già tutta qui: nella confusione fra le idee e le persone, nel trucco dialettico che scambia l’interesse di pochissimi con quello della comunità, nella contrapposizione tifosa di bandiere prestampate.

Il nonno si volta a guardarmi un’ultima volta dal finestrino: sul suo cartello prestampato leggo “Forza Silvio Forza Italia”.

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