Brutte abitudini

Qualche anno fa qualcuno dei miei amici ha cominciato a perdere i capelli. A quel punto hanno cominciato a raparsi a zero perché – dicevano – “così il capello si rinforza”. In realtà l’unico effetto tangibile della pratica è che ti abitui ad essere pelato e dopo non è più così traumatico, sembra quasi una tua scelta (fatta, oltretutto, quando avevi ancora la possibilità di andare in giro coi tuoi capelli).

Non so per quale strana associazione di idee pensavo a questa cosa a proposito della Siria. Premetto: non capisco niente di politica internazionale e non sono qui a propinarvi chissà quale interpretazione dell’attuale crisi in medio-oriente. Solo, pensavo, è strano il fatto che ci siamo abituati a rispondere alle bombe con le bombe, cosa che – se ci pensate – ha la stessa logica di fermare la caduta dei capelli tagliandoli.

Per carità: efficace è efficace. La storia della rasatura, intendo. In effetti il problema viene eliminato, anche se ci rimane il dubbio se in effetti il capello si è rinforzato oppure no.

Quando si parla di medio-oriente, hai a che fare con regimi che spesso infliggono morti orribili agli esseri umani (è il caso della Siria di qualche settimana fa, ma pure di decine di altri posti sparsi nel mondo…). La soluzione sembra essere quella dell’intervento armato e in effetti è una scelta plausibile ma è una non-alternativa. Non scegli fra guerra e pace, ma fra guerra e guerra. Oltretutto, mi rimane il dubbio se gli esseri umani che dicevamo stiano meglio oppure no. Un po’ come i capelli, insomma.

La cosa grave però, secondo me (che di politica internazionale ho già detto che non ci capisco niente: rileggetevelo qualche riga sopra), è questo fatto dell’abitudine.

A forza di tagliarti i capelli ti accorgi che stai bene anche così, è certo molto più pratico che farsi lo shampoo. Alla mattina ti lavi la faccia e – splaash! – dai una bella passata anche alla testa. Ecco: ho paura che dopo un po’ ci si abitui anche alle bombe. Loro uccidono della gente e allora tu rispondi con il loro linguaggio. Non è sbagliato – badate bene -: è pratico. Il pericolo è che dopo ti ci abitui solo perché sei comodo ed è una soluzione rapida.

Il brutto delle abitudini è che fanno leva sulla tua pigrizia e dopo entrano nel tuo modo di pensare: non ti vengono in mente altre soluzioni. Ho degli amici che si passano la mano sul cranio lucido e mi chiedono quanto tempo perdo a farmi lo shampoo.

A me piace farmi lo shampoo. E – come vedete – mi piace anche perdere tempo.

Penso che sia una buona abitudine avere cura della propria testa e, soprattutto, non dare per scontato quello che c’è sopra e quello che c’è dentro.

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