Cento di questi post

andrea bersellini

Siccome so di avere dei lettori abbastanza intuitivi, credo che abbiate capito che questo è il centesimo post del nostro blog. E’ un piccolo traguardo, una virtuale bottiglietta da stappare per brindare insieme, eppure – nell’inutilità cosmica di scrivere cose su internet – volevo condividere con voi un po’ di cose che ho imparato in questa mini-avventura e chiedo scusa subito se questo post sarà un po’ più lungo degli altri… Non temete: la sintesi l’ho imparata, solo che stavolta in effetti ci sono un sacco di cose da dire.

Approssimazione: scrivere qualcosa, ma anche suonarla non crediate, presuppone un certo esercizio di approssimazione. Non è una cosa negativa: “approssimare” significa avvicinarsi e avvicinarsi significa fare un passo verso le persone alle quali ci rivolgiamo. Quando scrivi, alla fine della fiera scrivi per qualcuno e sarebbe bene non dimenticarselo e giocare a fare troppo gli artisti. (Siccome sono ripetitivo, avevo già accennato a questo tema qui). Se devo ripensare adesso al primo post in cui ho cercato di fare un passetto verso gli altri, direi questo, ma ci ho messo veramente un sacco di tempo a capire per quali motivi scrivevo.

Scadenze: la vera svolta per me è stata quando Mirco mi ha imposto di avere delle scadenze per la scrittura. La scadenza, o meglio, l’acqua alla gola, è da sempre l’unico modo per farmi produrre qualcosa. Mirco mi conosce e mi dice che, secondo lui, si possono fare due post al mese. “Ma certo! – dico io – che ci vuole!” e da quel momento sono entrato nel tunnel della scadenza. Da quel giorno, intorno al 10 o al 27, ripeto a tutti quelli che mi stanno vicino che non so cosa scrivere e, visto da fuori, ho gli stessi sintomi della colite spastica fino all’avvenuta pubblicazione. La fretta però non è quasi mai una cattiva consigliera: a volte, essere con le spalle al muro fino all’ultimo secondo utile mi ha aiutato a tirare fuori le cose. Due esempi: questo post è stato scritto praticamente nello stesso tempo che ci impiegate a leggerlo (mi era stato sollecitato più volte l’invio), mentre questo voleva probabilmente dire tutta un’altra cosa: dopo aver letto il giornale al mattino, ho telefonato a Mirco che lo stava pubblicando per fargli aggiungere l’ultima frase…

Arte: comunque sia, scrivere non è (o non dovrebbe essere) uno sforzo: come suonare appunto, se ne può sentire la fatica ma dovrebbe comunque darci soddisfazione. Be’, qualche volta questa soddisfazione l’ho avuta… Certi post mi sono divertito a scriverli e la gente si è divertita a leggerli: quando capita questa cosa capisci che sei stato “approssimativo” (nel senso che dicevamo sopra) ed è una grossa soddisfazione… Il primo post per cui mi è capitata questa cosa è questo ma se devo fare una classifica dei miei preferiti ce ne sono molti altri. Mi piacciono questo oppure questo qui. Ad esempio, avevo scritto questo post in occasione della morte dell’ennesimo soldato italiano in Afghanistan, capitata fra la morte della Winehouse e della strage di Breivik in Norvegia. Ero molto soddisfatto di quello che avevo scritto perché mi sembrava che rendesse bene l’idea, anche in maniera – perché no? – artistica. Qualche giorno dopo, commentandolo, una persona molto cara mi disse: “peccato che te l’hanno pubblicato tronco”. Questo per dire che a volte credi di far dell’arte e invece…

Autoreferenzialità: come sempre capita nelle conversazioni, si va a finire che ognuno poi parla di sé. Anche nei blog si va a finire così… Si pensa di parlare di Massimi Sistemi o di riuscire a fornire il nostro particolarissimo punto di vista sulla situazione mondiale e invece poi ognuno parla dei suoi piccoli (e inutili) fatti personali. Capita anche con le canzoni, non crediate… ma non è una cosa negativa. Quando si parla di una cosa tua, che ti sta a cuore veramente, riesci ad essere sicuramente più credibile di quando ti atteggi a guru o predicatore o maestro di stoc**zo. E alla fine, a guardare bene, in quelle piccole cose lì di tutti i giorni, si può riconoscere molta più gente di quando si parla di universali. Comunque sia, ammetto di avere un po’ abusato dei fatti miei, soprattutto negli ultimi tempi. Quando scrivo certe cose, c’è sempre Tizio o Caio che mi chiede se sono depresso o se ho bisogno di attenzioni: certo che lo sono, e questo è il motivo per cui scrivo (o suono). Fra i miei post “privati” i miei preferiti sono questo e questo  ma, a pensarci bene, il protagonista assoluto di questo genere di post è il mio cane: pensate che la sua carriera comincia qui e arriva fino a qui. Questo per mettere a tacere tutti quelli che dicono che io non lo considero o che gli do troppe ciabattate nel sedere.

Per chiudere, diciamo che questo post è super-autoreferenziale.

Allora facciamola fino in fondo: in queste ultime righe mi piacerebbe ringraziare un paio di persone, oltre a tutti voi che leggete queste cose e che mi inviate commenti o che mi fermate per strada per chiedermi come sto.

La prima di queste persone è Simona Bonati che è stata il nostro Ufficio Stampa (gratis) per un anno: lei mi ha sempre detto che questo blog le piaceva molto e io – per un motivo o per l’altro, ma sempre per colpa mia – non l’ho mai ringraziata in pubblico di tutto quello che ha fatto per noi. Lo faccio qui, perché credo che gradisca questa sede e perché non creda che io mi dimentichi le persone.

La seconda è Mirco. Intanto avrete notato che nei miei post è nominato almeno quanto il mio cane: lui è quello che mi ha spinto a scrivere queste robe, che mi ha dato suggerimenti, spessissimo spunti e idee, ha subito innumerevoli telefonate con “per domani non so cosa scrivere”, e che due volte al mese pubblica questi post corredandoli con immagini che, molto spesso, sono molto più eloquenti di quello che ho scritto io. Quest’ultima riga è quindi per ringraziarlo ufficialmente e per dire a voi che, se ci sono ritardi o problemi di qualsiasi genere nella pubblicazione, sono ovviamente colpa sua.

foto di Luigi Ossimprandi
Annunci
Questa voce è stata pubblicata in posts e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

4 risposte a Cento di questi post

  1. Elisa Pedretti ha detto:

    Continuo tutt’ora a sostenere che era tronco… 🙂

  2. elios ha detto:

    ahahah Eli, saresti tu la “persona molto cara”? ma che modo di definirti!!! :O

    Bravo Berse, continua così ma soprattutto… fammi avere il BOBINONE della vostra ultima performance! ci tengo!!!

  3. Simona ha detto:

    Ciao Andrea, sono io che ringrazio voi per l’opportunità che mi avete dato 🙂
    Avrei voluto poter fare di più e meglio!!
    Per citare un blog che mi piace molto, nel inutilità cosmica di scrivere cose su Internet , in questi post, per fortuna, c’è un po’ di aria buona, quella che si respira quando i Massimi Sistemi e i fatti personali si incontrano e… insomma cento di questi post

    • Kabaré Voltaire ha detto:

      Ah! Speriamo che le forze reggano… 🙂
      Visto che siamo in tema sviolinante, si riesce a continuare a scrivere e a suonare proprio per l’affetto costante delle persone che leggono e ascoltano… Grazie ancora!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...