Gödel, Socrate, Renzi: uno Strano Garbuglio Ricorsivo

Socrate

DISCLAIMER: Dopo alcuni post passati semplicemente ad osservarmi l’ombelico, torno ad occuparmi delle cose importanti del paese, ossia le chiacchiere da bar. Il post che segue è quindi, al di là delle pseudo-citazioni colte, il classico esercizio di onanismo da blog. Scusate, in generale, la supponenza.

Gödel – Nei giorni scorsi la Corte Costituzionale si è pronunciata a proposito della costituzionalità dell’attuale legge elettorale. La conclusione che questa legge, così come è stata scritta e approvata dal nostro Parlamento, è, di fatto, anticostituzionale (impedisce infatti la piena libertà di scelta agli elettori), ha fatto gridare ad alcuni politici che, per la proprietà transitiva, l’intero Parlamento è anticostituzionale.

Ai più attenti non sarà sfuggito lo “strano anello” che si crea in questa situazione: il Parlamento promulga una legge che elegge dei candidati che eleggono un presidente della Repubblica che nomina una corte Costituzionale che decide che la legge non è corretta e quindi invalida il Parlamento. Da un lato abbiamo una sorta di “indecidibilità” (per usare una terminologia gödeliana), secondo la quale gli elementi prodotti dal Sistema non possono fino in fondo decidere della correttezza complessiva del Sistema stesso; dall’altro, è evidente che – trovato un errore nel Sistema – le conseguenze non possono essere retroattive, pena la dissoluzione del Sistema in sé. Di conseguenza ci fa molto ridere che Brunetta – che è un evidente sottoprodotto della succitata legge anticostituzionale – urli a gran voce che bisogna trarre le conseguenze dalla decisione della Corte. Bene: la conseguenza è che Brunetta non esiste.

Socrate – Allo stesso modo, non ho capito molto il grande travaglio che ha portato alla decadenza di Silvio Berlusconi. Anche in quel caso, infatti, si davano solo due possibilità: o il soggetto in questione è innocente – ed è quindi sbagliato il Sistema che, dopo nove anni e tre gradi di giudizio, non è in grado di verificarne l’innocenza – oppure è colpevole e, di conseguenza, difenderlo ad oltranza o invocare “eccezioni” significa mettere in discussione, come sopra, l’intero Sistema. L’atteggiamento più coerente in questo genere di casi sembra essere quello mostrato da Socrate più di una ventina di secoli fa: probabilmente innocente, venne condannato a morte ad Atene e accettò con tranquillità la sentenza. Moriva, infatti, a causa di quelle stesse leggi che avevano consentito l’unione dei suoi genitori, la sua nascita e la sua educazione. Le leggi lo avevano fatto nascere e le stesse leggi lo facevano morire. Mettere in discussione le leggi di Atene significava mettere in discussione l’esistenza stessa dell’uomo Socrate.

Senza arrivare a tanto, il nostro Berlusconi non capisce di mettere in discussione un Sistema che lo ha posto a capo del governo per ben quattro volte. Se riconosciamo un’anomalia nel Sistema, il dubbio si può estendere a molti altri fenomeni prodotti dallo stesso Sistema, Berlusconi compreso.

Questo non significa che il Sistema non possa avere delle storture che possono essere corrette. Ma ogni cambiamento introdotto in un sistema agisce su tutti gli elementi del sistema. Se dicessimo quindi che “chi è seguito da molte persone non è perseguibile per legge”, questo significherebbe garantire l’impunità a Francesco Totti o Chiara Biasi o Totò Riina.

Renzi – Si sono svolte le primarie per la scelta del segretario del PD. Sottolineiamo intanto che le primarie non sono altro che un sottosistema compensativo per riuscire a scegliere nonostante la legge elettorale ti impedisca di farlo: non sono quindi un’operazione così banale o sottovalutabile. Renzi – che è ‘giovane’, parla in televisione ed è sicuro di sé: quindi “berlusconiano” – stravince nelle preferenze degli elettori. A chi voleva un cambiamento, il Sistema offre una possibilità di attuarlo e per evitare pericoli di
“individualismo” basterà ricordare a Renzi (come a qualsiasi altro politico eletto) che la sua “vittoria” è in realtà il funzionamento virtuoso di un meccanismo che permette di esprimere opinioni e che affida ad un singolo una specie di delega su queste opinioni. Non sei lì per te, ma per il Sistema.

Molti credono che per cambiare le cose occorra cambiare radicalmente il Sistema. Altri che siano le persone che inceppano il corretto funzionamento del Sistema. Forse, i sistemi non sono altro che regole per far funzionare le cose al meglio per tutti e i politici hanno la responsabilità di far funzionare il sistema e di cambiare i pezzi che non vanno: sistemi fallati producono politici fallati che mantengono le falle…

Uff… Quando parlo di queste cose va sempre a finire che i discorsi si attorcigliano su se stessi e mi rigiro come un cane che si morde la coda. Alla fine cos’è che non va? Le regole? Le persone? Le regole attraverso cui scegliamo le persone che fanno le regole? Forse semplicemente ognuno di noi dovrebbe avere la consapevolezza di far parte di un Sistema che agisce su tutti e che ogni singolo è una componente di un meccanismo che può incepparsi in milioni di modi anche a causa nostra. In fondo la politica è proprio questo: uno Strano Garbuglio Ricorsivo.

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Una risposta a Gödel, Socrate, Renzi: uno Strano Garbuglio Ricorsivo

  1. Luca Bonato ha detto:

    Certo che però, l’idea del sistema che implode non mi dispiace, perchè significherebbe anche che, tutto ciò che ha prodotto, questo parlamento illegittimo, è illegittimo allo stesso modo.
    Ma se così fosse, leggi, abrogazioni di leggi, riforme, contro riforme, depenalizzazioni, sarebbero tutte da stracciare.
    Allo stesso tempo e per le stesse ragioni, tutte le tasse, le imposte, i rincari, sarebbero da revocare, con conseguente restituzione del maltolto (e qui la cosa piace assai) così come i finanziamenti ai partiti, gli emolumenti, le pensioni, i successivi rimborsi elettorali, tutti soldi da restituire allo stato.
    Vabbè dai, ora suona la sveglia e tutto finisce………ma che bello però.

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