Attendere, prego.

loading

Natale sta diventando sempre di più la festa dei miei sensi di colpa.

Nella bolla di calma apparente dei giorni festivi, i sensi di colpa mi galleggiano attorno, si divertono a venirmi sotto gli occhi proprio perché non ho nient’altro da fare.

Penso che avrei dovuto telefonare a Tizio, mi accorgo che ormai è troppo tardi per fare gli auguri a Caio e Sempronio è stato ancora una volta sacrificato, perché non si può rimediare ad un anno intero di disattenzioni nel pomeriggio precedente il giorno di Natale.

Anche quest’anno Natale è arrivato all’improvviso: ero sicuro che l’altro ieri fosse ottobre e poi – pam! – sono arrivato al weekend precedente Natale senza neanche accorgermene. Sono quasi sicuro che sia andata così anche l’anno scorso e sono quasi sicuro che anche l’anno scorso mi ero ripromesso che non mi sarei più fatto cogliere di sorpresa.

Purtroppo però gli impegni continuano a venirmi sotto il naso e mi sfilano il tempo da sotto i piedi come una specie di tapis roulant: sono costretto a correre sempre anche solo per rimanere in piedi e, quando arriva Natale, è solo un supplemento di corsa, un tratto ancora più veloce, un incastro nell’agenda che non riesce mai, tra regali da fare e finte attenzioni da distribuire in un paio di giorni.

Le mie figlie aspettano Natale con il calendario dell’Avvento di Peppa Pig.

Ogni giorno che passa aprono la finestrella e mangiano il cioccolatino (io ero convinto che in un calendario di maiali ci fossero come minimo dei ciccioli…). Ecco: mi rendo conto che questa è la cosa che ho disimparato a fare. Non mangiare cioccolatini intendo, aspettare.

C’è un modo particolare di aspettare che significa prepararsi alle cose, non farsi cogliere di sorpresa, riuscire a sentire il sapore di ogni giorno che passa, che sappia di cioccolato o di grasso di maiale.

E’ il tipo di attesa che mi separa da un appuntamento importante, o anche solo da un concerto o uno spettacolo: cerco di disporre le cose in modo da arrivare in forma, riposato, preparato e pronto, cerco di gestire i giorni precedenti prevedendo quello che potrà succedere.

Adesso invece – complice la vecchiaia – sono affetto da una strana forma di presbiopia e vedo chiaramente le cose lontane ma si sfocano in un guazzabuglio colorato a mano a mano che si avvicinano. Purtroppo, in questo sfondo indistinto si mescolano Tizio e Caio e tutte le persone a cui – giuro! – avrei voluto dedicare un pensiero, un minuto del mio tempo, una telefonata anche al di fuori delle feste comandate.

Ecco: per l’anno prossimo mi piacerebbe riuscire ad aspettare di più. Stare un po’ più fermo e cercare di mettere a fuoco le cose che ho sotto il naso e, magari, rendermi conto che Tizio è in grado di ricevere visite o telefonate in tutto l’arco dell’anno. Mi piacerebbe sforzarmi di contare i giorni che mancano agli appuntamenti importanti, dare un peso a quei momenti e arrivare al giorno di Natale un po’ più pronto, senza i soliti sensi di colpa che mi girano intorno.

Aspettare non vuol dire stare fermo, vuol dire percorrere con il cuore tutto il cammino che ti manca per arrivare alla meta.

Vi do un appuntamento: aspettatemi qui, all’ultimo post dell’anno prossimo, quando mi toccherà fare un po’ di conti fra i miei soliti buoni propostiti e i miei fallimenti, quando mi toccherà constatare che non tutto è andato esattamente come pensavo.

La differenza sarà che avrò dato importanza a quel giorno e a tutto quello che lo precede, alle feste comandate, ai miei amici e a quelli che mi stanno vicino. In quel momento so che il mio cuore, che avrà fatto leggero tutto il cammino prima di me, mi verrà incontro dicendomi: “sei arrivato, finalmente!”

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...