La prudenza di Superman

Superman!

I can’t do this all on my own / No I know I’m no Superman (Lazlo Bane)

Capisco che possa non risultare simpatico a tutti, ma Superman, a ben vedere, ha molto da insegnarci.

Qualche maligno – come Umberto Eco ad esempio – sostiene che Superman sia tutto sommato un eroe inutile, il cui unico scopo è mantenere le cose esattamente come sono. Potrebbe potenzialmente far cessare tutte le guerre o risolvere il problema della fame nel mondo o delle disuguaglianze sociali, invece si limita a fermare il rapinatore di banche, a recuperare il gatto dall’albero della vicina, a concedersi piccole eccentricità, come questa cosa di andare in giro con il mantello rosso o con gli slip sopra le braghe.

Il problema è che Superman è un eroe fuori posto. O meglio, è un eroe solo perché è fuori posto. Sul suo pianeta originario, Krypton, il nostro sarebbe probabilmente un pirla fra i tanti ma qui sulla terra – per un colpo di fortuna intergalattico – il suo corpo reagisce in maniera strana facendogli assumere poteri impensabili per gli indigeni. Ecco allora che la storia di Superman, vista così, ha tutto un altro senso: il nostro eroe, probabilmente, si rende conto che qualsiasi kryptoniano nelle sue condizioni sarebbe un Superman e decide saggiamente di non approfittarsi troppo della situazione e di farsi benvolere. Decide di non “sbragare” insomma: se volete, io sono qui per dare una mano ma niente di più, ecco.

Anche perché, in fin dei conti, c’è sempre la kryptonite.

La kryptonite è quella sostanza che ti fa tornare esattamente lo stesso pirla che eri su Krypton e allora lì sì che sono dolori. Quando tocchi con mano che basterebbe cambiare contesto un attimo e addio superpoteri, allora riconsideri un po’ tutto e capisci che sì, in questa situazione, è meglio che la gente ti voglia bene e che non ti veda soltanto come uno spocchioso superfortunato.

Io, purtroppo, non ho sempre avuto la saggezza di Superman.

A volte ho creduto di avere dei superpoteri perché le cose andavano particolarmente bene o perché – in condizioni particolari – mi sembrava veramente di poter camminare sollevato dal suolo. Poi però arriva il supercattivo di turno che ti fa nero e la cosa peggiore è vedere che agli altri non dispiace poi così tanto visto che tu eri quello coi superpoteri.

Allora ho capito l’importanza che ha veramente la kryptonite. La kryptonite sono tutte quelle persone che ti conoscono veramente, che ti conoscevano prima che tu ti divertissi ad andare in giro con il mantello rosso, quelle di fronte a cui non devi fingere perché loro sanno benissimo che in fin dei conti sei il figlio di Jor-El e conoscono tutte le tue paure. A quelle persone basta darti una pacca su una spalla e dirti che stai benissimo con gli slip sopra le braghe per farti capire che, forse, stai esagerando un po’.

Con il tempo fortunatamente ho capito quanto sono importanti queste persone e, tutte le volte che mi sembra di svolazzare un po’ troppo e l’aria comincia a diventare rarefatta, le cerco come cercherei la kryptonite.

La grande lezione della millenaria civiltà kryptoniana alla fine è tutta qui: sei solo una persona sul pianeta fortunato, cerca di non esagerare, cerca di fare in modo che il resto del mondo ti voglia bene… L’unica cosa in cui sei sempre stato davvero più veloce della luce è ritornare ad essere il solito pirla di sempre.

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