Tutto normale

Dopo un po’ di tempo abbiamo pensato che la cosa normale per chi fa canzoni è di farle sentire in giro. Sull’onda sanremese – e, soprattutto, con la triste constatazione che non è certo la musica la priorità della rassegna – abbiamo deciso anche noi di pubblicare un po’ dei nostri pezzi… Così, giusto per non sottrarci alla critica generale su quanto sia morta e sepolta la musica italiana.

Intanto, lo facciamo anche per superare un po’ il vincolo del contenitore. Quelli della mia generazione sono abituati a pensare alle canzoni come ad una sequenza presente in un disco. Ormai, invece, la stessa parola “disco” non ha più molto senso e ci siamo resi conto che aspettare di completare un disco è, per una band senza grosse risorse, un tempo inevitabilmente lungo. Ci ritroviamo quindi con una specie di “album doppio” di canzoni più o meno inedite (più o meno nel senso che alcune di queste sono, più o meno, apparse nei nostri live o nei nostri spettacoli) che nessuno può sentire finché non finiamo “il disco”.

Come si fa nei saldi, abbiamo deciso di “svuotare tutto” e di farvi sentire lo stato di avanzamento lavori dei singoli pezzi. Il ché significa che le versioni che ascolterete non sono quelle definitive o ufficiali e che prima o poi verranno “messe in bella” in un disco o in un contenitore apposito in cui, forse, avranno più senso. O forse resteranno così, perché alla fine ci mancheranno sempre Tempo, Forza, Denaro e Pazienza per terminare tutto quello che vorremmo fare.

Per il momento, ve le facciamo sentire (non sappiamo con quale cadenza o ogni quanti post…) per avere un vostro feedback, per sapere cosa ne pensate, perché le condividiate il più possibile e, se vi piacciono, le facciate ascoltare ai vostri amici. Perché, insomma, in assenza di un “contenitore”, siate voi a dare senso a quello che facciamo ascoltando e diffondendo le nostre canzoni.

La prima canzone che presentiamo è quasi una cover. E’, in origine, un pezzo francese cantato in inglese: Monochrome di Yann Tiersen, che ho “tradotto” e adattato in italiano. Capisco che “traduzione” sia un termine ambiguo e rappresenti un’operazione che, di solito, dà esiti abbastanza deludenti. Si potrebbe però chiamare una specie di adattamento, che ha cercato di conservare – oltre a qualche parola – anche il senso della canzone originale. Paradossalmente, l’abbiamo più francesizzata dei francesi, come i cattivi attori che, quando devono interpretare un parigino, dicono parbleu! ogni piè sospinto.

Il testo ve lo incollo qua sotto, gli accordi son sempre quattro, come da nostra tradizione (Si min, Re, La, Sol… poi fate un po’ di prove per il ritornello). Buon ascolto e fateci sapere!

Tutto Normale
(da Monochrome di Y.Tiersen, adattamento di A.Bersellini, arrangiamento M.Ghizzoni e E.Iotti)

Sia come sia tutto scivola via normalmente anche senza di te
ed i giorni hanno tutti la stessa sequenza di gesti già fatti e di posti già visti
perciò vedi, no, non temere, è tutto normale ed uguale, sai… vado al lavoro con la vecchia bici che sai

Sai che mi piace anche uscire vedere gli amici per bere qualcosa con loro
a volte mi portano a casa, mi chiedono se voglio parlare ma dico di no
no non temere, è meglio se ho niente da dire sai… rispondo “bene” a chi chiede come mi va

tutto normale, tutto normale: anche quel vuoto vicino a me, anche il silenzio dentro di me

Tengo lì accanto al mio letto la pila dei libri che non vuole diminuire,
a volte ne prendo qualcuno ma penso che è bello che non tutto debba finire
no, non temere: è tutto normale ed uguale: ho il mio mestiere e la vecchia bici che sai

Sia come sia tutto scivola via normalmente anche senza di te
ed i giorni hanno tutti la stessa sequenza di gesti già fatti e di posti già visti
perciò vedi tu non temere, è tutto normale ed uguale, sai: rispondo “bene!! a chi chiede come mi va
Tutto normale, tutto normale: anche quel vuoto vicino a me, anche il silenzio dentro di me
tutto normale, tutto normale: niente è speciale senza di te, niente ha colore senza di te

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