La diga della memoria

Potrebbe Piovere Kabaré Votaire

Ah, che nostalgia!

A volte ripenso a’ miei diciott’anni, a quegli anni controversi e gravidi di promesse… Mi ricordo tante cose: che c’era, per esempio, Luca Carboni in classifica con Mare, mare… E mi ricordo, forse quell’inverno, c’era Snow con Informer! Ah, che tempi! Ve li ricordate?

Nel febbraio di quell’anno – ma parliamo del secolo scorso, eh! Sarà stato… forse il ’92… – venne arrestato Mario Chiesa che amministrava la Baggina di Milano. Lui ve lo ricordate? Craxi lo definì un “mariolo isolato” (ah! La politica di un tempo! Che umorismo! Non so se avete capito… Mario – mariolo… Fantastico!) perché, disse, in tanti anni di amministrazione PSI nessuno aveva mai rubato nulla. Un caso isolato.

Era l’inizio dell’inchiesta Mani Pulite ed io, che diventavo maggiorenne e di lì a poco forse avrei dovuto votare, seguivo sui giornali il disgregarsi di una classe politica che sembrava cadere a colpi di denunce, arresti e avvisi di garanzia. I nomi dei protagonisti di quei mesi me li ricordo quasi tutti, come si può ricordare la cantilena zoff-gentile-cabrini: Mario Chiesa il mariolo, Severino Citaristi il recordman degli avvisi di garanzia (più di 70 se non sbaglio!), Primo Greganti il compagno G, Patelli il Pirla…!

Poco dopo, come dicevo, ho cominciato a votare. Ero convinto che fossero finiti i tempi di chi, come i miei genitori e i miei nonni, si era fatto abbindolare dal carisma di Mastro Lindo, dal politico di turno che davanti ti sorrideva e dietro ti fregava. Noi – mi dicevo – saremo una generazione più attenta: abbiamo visto che rubano e non li voteremo.

Il problema della nostalgia è che a volte viaggi indietro nel tempo con la memoria ma non riesci a ricostruire bene tutto quello che c’è stato in mezzo.

Domenica sfogliavo il giornale cercando di capire qualcosa dello scandalo Mose, cercando di recuperare informazioni sullo scandalo Expo, cercando di capire come cavolo è possibile che in ogni circolazione di denaro pubblico in Italia ci sia una qualche partita di giro, un qualche scambio di favori, una qualche percentuale da ridistribuire a Tizio o Caio…

Non ci ho capito molto in verità, ma a pagina 10 di Repubblica l’ho visto: Primo Greganti, coinvolto nell’inchiesta per gli appalti Expo. Era proprio lui. Certo un po’ imbiancato e invecchiato ma la didascalia della foto recitava orgogliosa: “già coinvolto nell’inchiesta Mani Pulite”. Caspita! Che nostalgia! Quanti ricordi! Poi sono cominciati a venirmi i dubbi… Certo non può essere stato mio nonno a votarlo stavolta. E sono quasi sicuro che non è stato mio padre… Vuoi vedere che…

Preso dal panico ho googolato il nome di Mariolo Chiesa e ho scoperto che anche lui non era stato ingoiato dall’oblio: è stato arrestato di nuovo nel 2009 con l’accusa di aver raccolto tangenti nell’ambito del traffico illecito di rifiuti in Lombardia. Nel 2009! Caspita: ma io ero già adulto! Votavo da anni! Nessuno si ricordava di Mario Chiesa!?! Voglio dire, se anche io sono stato distratto un attimo, ci sarà pur stato qualche altro che se lo ricordava…

Leggo dello scandalo Mose: Galan, Orsoni, Marco Milanese e, last but not least, Pio Salvioli (“il compagno Pio”: neanche la fantasia di inventare nuovi nomignoli…!) che distribuiva le tangenti in maniera bipartisan, cercando di rispettare la par condicio. Casi isolati, ovviamente… Tutti prendono le distanze: non è che tutto il sistema è così e poi l’obiettivo finale è quello di realizzare la Grande Opera!

Intanto questi nomi me li scrivo qui e me li appunterò da qualche parte, anche se, progressivamente, comincio a perdere un po’ di fiducia nella mia memoria.

Mi accorgo infatti che certamente è stata realizzata almeno una Grande Opera in questi anni, ed è questa strana diga mentale che ci protegge dalle ondate di memoria, una specie di enorme Mose che ci ripara da questo senso di riflusso e di già visto e ci lascia qui, tranquilli, a sguazzare nel nostro brodo.

Alla fine stiamo bene: quando stiamo per essere sommersi dalla memoria, quando sta per venirci un salutare dubbio o sospetto, si alzano le paratie e tutto torna come prima. Sono quasi sicuro che un giorno dirò ancora:

Ah, che nostalgia!

#PotrebbePiovere

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