Quando invecchierò

roots

Se per caso non conoscete When I’m sixty-four dei Beatles andatevela a sentire subito prima di proseguire (ad esempio, qui). E’ una delle mie canzoni preferite, una di quelle che ti girano in testa quando vai in bicicletta e c’è il sole oppure che ti canticchi come una sorta di training autogeno quando sei molto nervoso.

Secondo la leggenda, Sir Paul McCartney la scrisse molto giovane – tra i sedici e i vent’anni – e la dedicò al padre un po’ dopo, nel 1966 (l’album è Sgt. Pepper, e se non conoscete neanche questo… be’: che ve lo dico a fare?), quando, appunto, Jim McCartney compiva 64 anni. Il produttore, George Martin, la definì “la personale visione dell’inferno di Paul”. In effetti, se tu hai 24 anni e sei un Beatle, immaginare una tranquilla vecchiaia in qualche periferia inglese, con giardino, nipotini e tutto, dev’essere l’equivalente dell’inferno sulla terra.

Al giorno d’oggi invece, c’è gente che ammazzerebbe per l’inferno di Paul e questa canzone diventa quasi un panorama rasserenante per chi, come me, inserisce i discorsi sulla pensione solo in periodi ipotetici dell’irrealtà.

Allora, mi son preso la briga di tradurre e adattare la canzone del Baronetto per quanto questa risulti sicuramente un’operazione blasfema. Ne è venuta fuori una specie di messaggino che, adesso che ho doppiato i vent’anni di Paul, mando al me stesso sessantaquattrenne, sperando che, nel frattempo, avrò imparato a convivere con il mio inferno quotidiano e ad apprezzare il fatto che ci sono persone che lo condividono con me.

Ecco quello che volevo dire: all’inferno si è sempre da soli; in due o più è già una specie di paradiso.

Ve la allego qua sotto: potete divertirvi a cantarla con la base karaoke e farmi sapere cosa ne pensate: un giorno, se avrò voglia, la inciderò…

Quando invecchierò (libero adattamento da When I’m Sixty-Four – The Beatles)

Dentro allo specchio nel 2038
chissà che faccia avrò
Sicuramente in testa avrò più idee che capelli
e in tasca rimpianti di giorni più belli
chissà se sarai sul divano che dormi
se farò tardi un po’
chissà se ci sarai
se mi aspetterai
quando invecchierò

chorus 1:             Se ci sarai tu, tutto il mio tempo ormai non mi spaventa più

Mi renderò utile cambiando un fusibile
o almeno proverò
curerò le rose e tutto il nostro giardino
mentre tu fai la maglia per un nipotino
Avrò il buonumore leggendo per ore
la Gazza dello Sport
chissà se ci sarai
se mi sopporterai
anche quando invecchierò

chorus 2:             Passerò per strada e guarderò gli scavi comunali insieme ai miei uguali

penserò a quei vuoti
che rimangono dentro me
ed io non so perché

Mi mando un messaggio per farmi coraggio
così non scorderò
di quando andavo in giro a canticchiare canzoni
e ancora speravo di farci i milioni
Sarai al mio fianco anche se sarò stanco
e più non canterò?
Dimmi se ci sarai
e se mi ascolterai
anche quando invecchierò

Dimmi se ci sarai, se mi sopporterai…
Dimmi se ci sarai, se mi aspetterai…
quando invecchierò

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