Libera scelta

conchiglia

Giuseppe al telefono mi chiede se uso il telefono anche per le telefonate: “Ma lei usa il telefono anche per le telefonate?” Proprio così, giuro: “No, in effetti lo accosto all’orecchio per sentire il rumore del mare…”

Giuseppe è l’operatore di una grossa compagnia telefonica che ha avuto la sventura di svegliarmi durante la mia pennichella domenicale: “No, intendevo dire se lei fa molte chiamate o se lo usa solo per internet…”. Povero Giuseppe! Dato che mi ha svegliato improvvisamente è costretto a subire battutine e malumore: “Guardi, avevo capito: è solo che se non sento il verso dei gabbiani riattacco subito la cornetta…”. Sono sarcastico: d’altra parte quante telefonate ho ricevuto da tipi come Giuseppe? Offerte irripetibili, occasioni uniche e io ormai gioco con gli operatori dei call- center… Con che diritto? Mentre il poveretto mi sta decantando gli incredibili vantaggi della fibra superveloce (“apperò! – intervengo – viva la fibra!”) mi sovviene che,in questa tranquilla domenica pomeriggio, il Giuseppe sta passando il suo tempo al lavoro: la mia intransigenza allora si incrina un po’ e questo errore, come vedrete, mi sarà fatale.

“Se vuole può visionare il contratto e solo in seguito sarà contattato per finalizzarlo… se acconsente, glielo mando tramite corriere…” Massì!, penso fra me e me, che mi costa in fondo? Lui mi manda il contratto, io gli dò un’occhiata… “Senza impegno?” “Ma certo! Mi dia i suoi dati…” Quando mi accorgo che mi sta chiedendo anche i risultati delle ultime analisi del sangue, mi insospettisco un po’ e tronco la conversazione… In quel momento realizzo che il contratto è partito, affidato a un corriere tipo Michele Strogoff che, agli ordini della Compagnia Telefonica, sta spronando il suo cavallo dalla tundra fino a casa mia. Vi è mai capitato di trovarvi in questa situazione? E’ tutto così facile per telefono: voi dite un mezzo sì e subito mettete in moto cose che sfuggono al vostro controllo: ettolitri di olio che partono dalla Liguria, materassi antiacaro, pay tv… “Oddìo – esclamo tenendomi le tempie fra le mani – cosa ho fatto?!?”

Il giorno dopo il corriere è già lì: “per ritirare il contratto deve mettere una firmetta qui”. Il “qui” sarebbe su una copia del contratto: qualcosa mi dice che gli eventi sono già precipitati… “Ma… ma… Giuseppe mi ha detto… che non c’è niente di ufficiale… nessun impegno…” “Se le hanno detto così…” – sogghigna il corriere , che intanto però mi invita a firmare – e alla svelta – che ha lasciato il cavallo della Strogoff Delivery in doppia fila e un altra volta i dubbi me li faccio venire prima di fargli attraversare la Siberia…

Vabbé – mi dico – chessarammai! Giuseppe non può avermi mentito fino a questo punto… mi sembrava un ragazzo sincero, lavorava di domenica… Mentre risalgo le scale per appoggiare il contratto sulla mia scrivania, che è per me l’equivalente del tritarifiuti, mi arriva un sms: “Congratulazioni per aver sottoscritto il contratto! Benvenuto nella nostra compagnia telefonica: il suo nuovo modem è già in viaggio con il nostro corriere”. Oh, no! urlo e in quel momento sento suonare il campanello: è lui! è già qui! Sento il nitrito del cavallo che schiuma in strada, stanco del lungo viaggio da Irkutsk…

Ci metto un po’ a convincerlo che non volevo nessun modem e a pregarlo di riportarlo indietro. Il corriere mi sibila qualcosa in un dialetto della Tartaria e riparte scuotendo la polvere dai calzari. Io mi attacco al telefono affannatissimo e parlo con un tale Flavio, gentilissimo!, che mi spiega che Giuseppe si è comportato molto male e che io posso recedere dal contratto semplicemente con una registrazione.

La liturgia della registrazione prevede che io risponda alle domande di Flavio senza inflessioni e con la dizione di Albertazzi. Alla fine, dopo aver ribadito che non ero in grado di intendere e di volere, Flavio mi rassicura sull’esito positivo dell’annullamento del contratto. Grazie Flavio, cacca a Giuseppe.

Il giorno dopo rientro in casa e trovo un sospetto pacco anonimo ad attendermi: “è arrivato un corriere con il pacco che avevi richiesto…” mi dicono. All’interno, il modem della compagnia telefonica: dalla strada sento un nitrito di cavallo e una risata fragorosa…

“Ma… ma…” – provo a ricontattare Flavio e una voce registrata mi dice di pazientare: la mia linea sarà attivata in 15 giorni. Sul telefono compare un sms che mi dà il benvenuto nella compagnia.

“La ringraziamo d’averci scelto…” – già, scelto. Ripongo il mio modem nuovo nell’armadio dei modem: una pila di errori fatti uno dopo l’altro, appoggiati su latte d’olio ligure. E’ così, è più forte di me… purtroppo esercito la mia libertà di scelta senza rendermene conto fino in fondo. Forse alla fine gran parte dei nostri problemi si possono ricondurre al fatto che compiamo le nostre scelte senza rifletterci sopra più di tanto.

Perdonatemi, perdonatemi quindi se cercherò di evitarvi, se non vi risponderò al telefono o se, quando lo farò, ve lo riattaccherò in faccia: ho paura, passando troppo tempo a parlare con voi, di essere poi costretto a scegliere.

foto: Hawaiian Marine Shell Reference Collection
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