Differenze /1

emoticon

Quand’ero piccolo i cinesi erano tutti uguali. Tranne Bruce Lee. Anzi, non ero neanche tanto sicuro che Bruce Lee fosse cinese visto che lo riconoscevo tranquillamente in mezzo agli altri cinesi del film cinese. Però tutti gli altri erano uguali uguali. Guardavo in tv questi servizi sulla Cina e c’erano tutte queste persone uguali e io mi chiedevo come facessero a distinguersi fra loro.

Anche i neri, a pensarci bene, erano tutti uguali. Avevano i capelli crespi e il naso largo e loro invece risaltavano subito in mezzo agli altri. Certo che, se li mettevi tutti insieme, allora distinguerli diventava già più difficile. Io, per esempio, non ci riuscivo e credevo che anche loro dovessero fissarsi molto per farcela.

Praticamente, c’era mezzo mondo con delle facce ben precise e mezzo mondo anonimo, senza faccia, fatto tutto di persone uguali.

Poi, fortunatamente, queste persone sono venute un po’ più vicine e allora le ho potute guardare più attentamente.

Per esempio, adesso riconosco i cinesi del negozio di cinesi di là dalla strada: lei è una signora taciturna che guarda film cinesi sottotitolati in cinese sul computer, lui invece è molto gentile e, quando compro qualche aggeggio da lui, lo spacchetta e lo attacca alla presa della corrente per farmi vedere che funziona. “Adesso funziona” – dico io, e ridiamo tutti e due.

Poi ci sarebbe anche la ragazza del ristorante cinese che è davvero molto carina e se ordini della roba da asporto e devi aspettare, ti versa una specie di gingerino accompagnato da qualche patatina bianca. Quando parla con noi clienti ha un’inflessione quasi parmigiana.

Un giorno passeggiavo per il parco e l’ho vista passare in bicicletta e dietro aveva sua figlia piccola sul seggiolino: quando l’ho incrociata non ho capito subito chi fosse ma poi ho realizzato che era la ragazza carina del ristorante. “Toh – mi sono detto – riconosco i cinesi…!”

Lo stesso è capitato con i neri. Nel palazzo di fronte al mio, per esempio, ci abita Laurent che – a detta di mia moglie – è un ragazzo molto bello (anzi, sono un po’ geloso…) e ha una lavanderia. Quando il gatto ci piscia sulla trapunta noi la portiamo da Laurent e lui la lava molto bene.

Col tempo insomma ho imparato a guardare bene in faccia le persone e a cercare di riconoscerle. Fare dei gruppi, delle categorie, è molto comodo ma è anche molto sbrigativo: non riconosciamo cosa c’è dietro una faccia. Fare delle differenze invece richiede molta attenzione ed è un po’ scomodo e faticoso. Devi badare agli altri, osservarli… Uff! Alla fine è molto più comodo mettere le persone in una categoria tutte insieme, come in una specie di foto di gruppo. Anzi, ho notato che molto spesso queste persone vengono ritratte solo in foto di gruppo, da lontano: i neri sono tutti ladri e spacciatori, i cinesi friggono e non muoiono mai, i rumeni menano, i moldavi badano, i filippini stirano… Le semplificazioni semplificano la vita ma non è sempre detto che siano un bene: a volte bisogna proprio sforzarsi, fare un po’ di fatica e avvicinarsi un po’ alla gente per fare delle differenze.

Oggi ero in una strada del centro dopo l’una: da una banca uscivano tutti gli impiegati per pranzare. Gli uomini avevano tutti dei pantaloni blu, la camicia bianca e la cravatta. Erano tutti in fila per il bar. “Certo che a vederli così – mi dicevo – sembrano proprio tutti uguali…”

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in posts e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...