La lezione del capello bianco

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Mi ha colto di sorpresa mentre pensavo ad altro. Mi lavavo le mani, in bagno, davanti allo specchio: un raggio di sole particolare, un’inclinazione della testa e … tac! Eccolo lì!

Resto un attimo a fissarlo – il rubinetto aperto e l’espressione vagamente vuota (almeno nella faccia allo specchio). Certo – mi dico – finora mi è andata piuttosto bene: a differenza di tanti che conosco, ho ancora quasi tutti i miei capelli e all’incirca dello stesso colore di sempre. Eppure, anzi: forse proprio per questo, vedere brillare sull’emisfero metafisico del mio capoccione un capello bianco mi fa un certo effetto.

Non è così male dopotutto. Intanto significa che sono abbastanza maturo. Per cosa, di preciso, non lo so: però intanto sono maturo. Questo significa che posso essere molto più sicuro delle cose che faccio e delle decisioni che prendo. Se qualcuno dovesse criticarle, basterebbe inclinare il capo leggermente verso destra, indicare sopra l’orecchio sinistro e dire serio: “sono maturo!”

Poi un capello bianco è come un’idea stravagante spuntata in testa. E’ un pensiero fuori dal coro. Forse è spuntato proprio per rassicurarmi che anche i progetti strampalati che partorisco ogni tanto fanno parte di un disegno generale. In fondo è come se dicesse: “Ok: sono maturo ma posso permettermi creatività”.

A guardarlo bene poi, sembra essere messo lì apposta per mettermi in guardia contro le posizioni troppo rigide. In fin dei conti, mi dice il capello, se guardi bene le cose, non sono mai davvero tutte bianche o tutte nere. Forse con gli anni sono davvero diventato maturo, creativo e … elastico!

Caspita! Mi sento già meglio: sono maturo, creativo ed elastico … con la leggera brizzolatura praticamente sono Reed Richards dei Fantastici Quattro. Forse non sarò figo come la Torcia Umana ma sono pur sempre il leader carismatico dei … Tac!

“Ahio!!” mi giro per l’improvvisa puntura sulla testa e vedo mia moglie che tiene fra le dita il mio capello bianco. “Si vedeva benissimo” – aggiunge sorridente.

Vorrei spiegarle che mi stavo abituando all’idea e che non era così male… e poi c’era la storia della maturità e della… ecco: dell’elasticità e….

“I capelli bianchi sono preoccupazioni” – taglia corto lei.

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