Lo sclero peso

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Fra le tante mosche e moschini che in Italia si affollano intorno alle notizie più ghiotte, stavolta plano piano anch’io, leggero come un tafano, a commentare la questione delle sportellate in pista fra Rossi e Marquez. Tranquilli: niente ricostruzione fotogramma per fotogramma, nessun commento tecnico strampalato (questo sì sport nazionale…). Dato infatti che nulla so di moto e il massimo della velocità a cui mi muovo dipende dall’estro del conducente dell’autobus o dal vento a favore alla mia bici, parlerò di quello che davvero mi accomuna al Valentino nazionale: lo sclero peso.

Eh sì, solo chi ha provato lo sclero peso sa giudicare, anche da fuori, uno sclero peso: quel momento infinitesimo in cui la vena che fa affluire sangue al cervello si chiude ermeticamente per mandare in apnea la ragione. Anch’io ci sono passato, cosa credete? Ed è per questo che mi sento di solidarizzare con Vale.

Io, per esempio, tornavo a casa tranquillo in bicicletta: una leggera pioggerellina rendeva la strada scivolosa e un suv parcheggiato con doppie frecce sulla pista ciclabile mi obbligava a deviare, allargando la mia traiettoria a sinistra, verso la strada. Ovviamente, non appena ho affiancato il suv, questo (sempre con doppia freccia inserita) si è immesso in strada senza avvedersi della mia presenza, puntando inequivocabilmente con il suo fanale sinistro verso la mia natica destra. Manovra improvvisa + più pioggia mi fanno immediatamente sdraiare in strada, quasi sotto un’altra auto che stava facendo manovra. La signora conducente della seconda auto smonta immediatamente: crede che io sia scivolato per la pioggia, mi dice che devo stare più attento e che dovrei viaggiare sulla pista ciclabile, che così sono un pericolo anche per le auto… Nel frattempo il padrone del suv è sceso e, dopo avermi dato un paio di pacche sulle spalle accompagnate da un “tutto bene, eh?”, già ripartito. Io mi scuso con la signora e riparto, malconcio, in bicicletta: bisogna saper gestire le situazioni e non farsi prendere dalle emozioni e

skreeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeekkkkkk!!!!

mentre stavo attraversando l’incrocio successivo sulle strisce dedicate alle biciclette, una Punto guidata da un anziano signore inchioda a tre cm dalla mia gamba destra: il conducente abbassa il finestrino e mi grida che io dovrei scendere dalla bicicletta per attraversare la strada sulle strisce.

Ecco: fermiamoci qui. Facciamo la ricostruzione fotogramma per fotogramma. Nel frame successivo si vede chiaramente la luce strana nei miei occhi: quello dev’essere il momento in cui si chiude la vena… Poi l’azione diventa molto veloce: la bici è parcheggiata in strada davanti alla Punto e io sto prendendo a pugni il finestrino dell’auto urlando cose incomprensibili che contengono le parole “strisce / per / bici”. Nella macchina, il vecchio terrorizzato sta cercando il cellulare con lo sguardo fisso sul pazzo fuori dal vetro.

A rivedere tutto così mi vergogno molto. E chissà se lo stesso capita anche a Valentino.

Io voglio bene a Rossi (ma anche a Zidane, che credete?) perché mi rendo conto che non c’è niente da fare contro quel momento – brevissimo per carità – di esasperazione che ci porta allo sclero peso: solo chi ha provato lo sclero peso può capire di cosa sto parlando.

Allora l’unica è fare appello a voi, mondo là fuori: considerate che noi siamo persone normali, almeno all’apparenza, ma dentro ognuno di noi si nasconde l’incredibile Hulk della vena chiusa pronto a saltare fuori alla duecentesima provocazione e noi non possiamo fare niente per impedirlo. Trattateci bene, siate gentili con tutti noi. Nel dubbio, cercate di essere gentili e accomodanti con tutti quanti, perché non sapete in quali occhi può nascondersi l’esasperazione.

Ma come?! Ma il campione, reggere la pressione, la buona educazione – direte voi.

Sì, sì ma lo sclero peso… – dico io.

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