Dieci cose del 2015

zebra

Andiamo così: scegliamo un titolo generico; perché “dieci cose che ricordo del 2015 e che vorrei dimenticare” è, in effetti, molto lungo e poco efficace. E poi non è neanche detto che siano tutte cose che voglio dimenticare anzi, a pensarci bene, non è detto neanche che siano tutte cose del 2015.  Sicuramente sono fra le cose più superflue e meno importanti… Diciamo allora che sono cose che io mi ricordo del 2015 e che forse non ricorderò più l’anno prossimo. Pronti? Via!

10. #hashtag. Sicuramente gli hashtag non li hanno inventati nel 2015 ma l’anno scorso, per la prima volta, mi sono accorto che la gente li usava a voce (!). Dicevano cose tipo: “stasera esco con Alberto! #cenafuori”. Cioè, la gente twittava a voce! Capite? Ovviamente, ogni volta che inseriscono un cancelletto lo pronunciano hashtag e questa cosa fa un effetto straniante molto singolare. Me ne sono accorto solo io? (Intanto c’è stato un pezzo come quello di Fragola intitolato #Fuoriceilsole e a proposito…)

9.El mismo sol. Questo lo inserisco perché veramente mi ha sfracassato tutta estate. E’ uno di quei pezzi di cui le donne imparano anche il balletto in spiaggia e poi lo rifanno in qualsiasi situazione non appena sentono le prime note della canzone, anche se stanno guidando a 140 all’ora in autostrada. Perché mi è rimasto tanto impresso? Forse perché ogni volta che sentivo el mismo sol io pensavo: the sun is the same, in the relative way, but you’re older…

8. Expo. Segno inequivocabile del mio invecchiamento è stata la mancanza di entusiasmo per l’Esposizione Universale delle File che si è tenuta a Milano. C’erano file ovunque, di tutti i tipi, e c’erano italiani che cercavano di saltarle. Prima tutti criticavamo l’Expo, poi tutti ci siamo andati per dire che alla fine non era ‘sto granché. Però tutti ci ricordiamo le file e il panino con la zebra.

7. Volkswagen. Il vero orgoglio italiano invece è venuto fuori con lo scandalo Volkswagen. Intanto perché noi ce l’abbiamo fisiologicamente coi tedeschi. Loro poi ce l’hanno con noi per Italia-Germania 4 a 3 e per il mondiale del 2006. In seguito si sono accaniti su di noi installando su tutti i loro elettrodomestici delle spine tedesche che non funzionano con le nostre prese a muro. Alla fine, hanno provato a fregare gli altri ma non ci sono riusciti. E poco importa che alle nostre Fiat si stacchino le maniglie quando apri la portiera: l’orgoglio italiano consiste nel vedere le figure di merda degli altri, soprattutto quando provano a fregare il prossimo. Quello, ragazzi, è ambito nostro e voi non vi ci dovete neanche mettere…

6.Grexit. A proposito di tedeschi cattivi, mi ricordo anche lo psicodramma estivo per l’uscita della Grecia dall’euro. Mi ricordo Tsipras sudato e Varoufakis in camicia. Com’era figo Varoufakis! Lui sì che ne sapeva di economia… Non mi ricordo però com’è finita la cosa. Chi ha vinto? Non doveva cambiare tutto? Perché non mi ricordo più niente?!?

5. Salvini ovunque. Per restare in ambito politico, questo è stato l’anno di Salvini ovunque: programmi politici, giochi senza frontiere, programmi di cucina… Accendevi e c’era Salvini con una felpa con scritto il messaggio che avrebbe ripetuto tutta la sera. Poteva essere “Ruspe!”, poteva essere “Italia agli italiani!”. A volte finiva un po’ gli argomenti e diceva cose strane come “Robe di Kappa!” oppure “Abercrombie & Fitch!”.

4. Le citazioni della Fallaci. Era ora che qualcuno insidiasse il duopolio delle citazioni social, finora detenuto da Oscar Wilde e Jim Morrison. In effetti, pare che i due personaggi citati abbiano discettato praticamente su qualsiasi cosa: “Prendi una donna, trattala male” (Oscar Wilde); oppure “Lasciate macerare il polpo nel limone” (Jim Morrison). Quest’anno invece è arrivata anche Oriana. Nessuno ha letto i suoi libri ovviamente e nessuno prende in considerazione che magari, negli ultimi anni, si era anche un po’ rincoglionita. Quando bisogna parlare (male) di medioriente, ci viene in soccorso una citazione della Fallaci: “Gli arabi son tutti scemi” (Oriana Fallaci).

3. Nostalgie cinematografiche. Il 2015 è stato il trentennale di Ritorno al Futuro ed era l’anno in cui avevano ambientato Ritorno al Futuro II (con le macchine volanti, vi ricordate?). Poi è diventato l’anno di Star Wars e la sensazione di deja vù si è acuita dopo che abbiamo assistito ad un film di fantascienza che sembra un omogeneizzato di tutto quello che abbiamo visto nei capitoli precedenti della saga. Lo aveva intuito anche Nietzsche: è il mito dell’eterno ritorno al futuro.

2.Giosada. Questo lo metto qui solo perché è bravo ed è il più a rischio di dimenticanza, dopo che i suoi predecessori sono finiti a vendere wurstel nelle pause pubblicitarie o a fare capodanni con Amadeus a -5°. Se qualcuno si è già chiesto chi è Giosada, allora è troppo tardi…

1.Ciaone. Gli adolescenti lo usavano quattro anni fa. Il fatto che adesso i miei coetanei lo adoperino per poi scoppiare a ridere come se avessero utilizzato l’espressione più arguta del mondo, significa soltanto che nessun adolescente lo dice più e si tratta di un modo di dire superato. Ecco: superato come tutto l’anno e l’elenco precedente.

Ciaone #2015.

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