Sintomi

itoldyou

Convivo serenamente con l’ipocondria da un sacco di tempo. Leggo i bugiardini delle medicine. A volte ho secchezza delle fauci. A volte mi stupisco di avere le fauci. Quasi sempre non riesco a ripiegare i bugiardini.

Ascolto quello che mi dice il mio corpo, anche se molto spesso non sono cose che potrei ripetere in pubblico.

Sono attento, insomma, ai sintomi.

I sintomi sono quello che tu senti della malattia: mal di testa, naso che cola, abbassamenti di voce… e il medico deduce che si tratta di influenza. Il medico poi ti prescrive delle medicine. Tu le prendi, leggi i bugiardini e trovi: “allevia i sintomi dell’influenza”.

Cioè: non c’è scritto “cura l’influenza”. Quella roba lì ti fa passare la percezione del sintomo, non la malattia. In pratica, serve a far sì che tu smetta di rompere le balle al medico. La malattia passa da sola.

Mi rendo conto che, in effetti, a noi interessa solo la superficie delle cose. Voglio dire: mi è passato il mal di testa, il naso non cola più, la voce è tornata ma non sono poi così sicuro che, dentro di me, non ci sia più la malattia… Dite che sono ipocondriaco?

Invece secondo me siete voi che vi occupate solo della parte fuori della malattia, quella più facile per intenderci…

Vi elenco una serie di altri sintomi. Io ovviamente, che sono ipocondriaco, ce li ho tutti, ma c’è anche un sacco di gente intorno a me che ce li ha e non ci bada, non bada alla malattia:

– non vado molto volentieri alle feste se non conosco tutti, ma proprio tutti, i partecipanti.

– se, quando sono sulle scale del palazzo, sento che c’è un’altra porta che si apre, mi affretto ad uscire perché non mi veda nessuno.

– in autobus guardo un punto lontano oltre l’orizzonte per non incontrare lo sguardo della gente.

– nelle file, ai buffet o al cinema, o dove, insomma, si deve entrare forzatamente, tendo a rifilare rapidissime gomitate mentre guardo in direzione opposta.

– in auto stringo fortissimo il volante e urlo nel clacson se quello davanti a me non va alla velocità ideale per me.

– a volte tengo le cuffiette del telefono nelle orecchie anche se non sto ascoltando niente, soltanto perché nessuno mi rivolga la parola.

Ce ne sono tanti di sintomi così, sul serio… a volte li puoi “alleviare” con un po’ di prosecco, un sorriso, la compagnia di qualcuno o, semplicemente, ricorrendo alla nostra buona educazione (che è lo stesso principio di avere la tosse e mettere una mano davanti alla bocca quando tossiamo…).  A volte la gente intorno a me non li riconosce come sintomi, dice “scusi!” e se ne va, ma io – che ormai ho un certo occhio clinico – riconosco i malati come me.

Ecco: sintomi, aspetti superficiali di un malessere che è sempre un po’ lì, in agguato, pronto a risaltare fuori quando meno te lo aspetti proprio perché, alla fine dei conti, non lo hai mai curato veramente.

Certe volte io lo dico a chi mi sta vicino: “oh, ma hai visto quello? hai visto cosa ha fatto?” e di solito mi rispondono “be’? Che c’è? E’ normale: è stato un momento così…”. Allora capisco quanto siete superficiali: non riuscite a riconoscere le malattie vere sotto i sintomi! Sono tutti sintomi, capite?, sintomi!

Non stupitevi quindi se, quando ci incroceremo per le scale, io non vi guarderò e andrò velocissimo in direzione opposta: lo faccio solo per evitare il contagio.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in posts. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...