L’improbabile

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E adesso gli Stati Uniti si ritrovano un improbabile presidente con una pettinatura improbabile. Noi, in Italia, facciamo spallucce, ridiamo sotto i baffi con la tacita soddisfazione di avere, per una volta, preceduto gli americani: noi infatti il miliardario con i capelli finti al potere lo abbiamo già avuto. Sarà per questo forse che la vittoria di Trump non è che ci faccia molto caldo o freddo: noi ci siamo già passati, tranquilli!, e alla fine si sopravvive. Col tempo, anzi, abbiamo sviluppato una particolare forma d’immunità contro i timori del cambiamento. Anche noi avevamo una certa puzza sotto il naso allora, ma è scientificamente provato che il naso umano si può adattare a qualsiasi tipo di odore nel giro di due minuti, figuratevi in quattro o vent’anni! Noi, per esempio, abbiamo avvezzato le narici a molte cose. Il verbo esatto, utilizzato sui giornali, è “sdoganare”: prima abbiamo sdoganato un po’ di fascismo, poi un po’ di xenofobia, poi un po’ di intolleranza, poi un po’ di intransigenza religiosa… E’ stata un’operazione fortemente democratica, perché alla fine abbiamo dato voce a tutti quelli che non l’avevano, anche quando questi ne hanno approfittato per dire cose violente o irripetibili. Ad ogni piccolo sdoganamento, siamo riusciti a spostare un po’ più in là la nostra soglia di tolleranza, ogni volta che abbiamo sentito una puzza strana, siamo sempre stati accusati di avere noi la puzza sotto il naso e allora abbiamo inspirato forte e ci siamo abituati. Col tempo le cose cambiano, i miliardari vanno e vengono e non è poi neanche tutta colpa loro a ben vedere: il problema è quello sdoganamento che si diceva, riuscire a dare voce ai veri umori della gente, a quella che i giornali chiamano la “pancia del paese”. Ecco, negli ultimi anni abbiamo avuto un sacco di politici improbabili che hanno dato voce alla pancia del paese, molto spesso dimenticandosi che una pancia, il più delle volte, si esprime a rutti e scorregge. Ad ogni puzza espulsa, ci è stato detto che abbiamo i nasi troppo delicati – chic o radical chic –, che siamo scollegati dalla realtà, che viviamo in un mondo ideale. Tranquilli: quei tempi sono passati! Ci siamo abituati da un sacco di tempo a questa politica finalmente basata sulle vere esigenze della vera gente.

Se prima consideravamo impossibili una serie di azioni o di affermazioni in politica, col tempo abbiamo capito che sono solamente improbabili: tutto può accadere e tutto possiamo, alla fine dei conti, sopportare, pur di non passare per l’ennesima volta per degli snob ancora legati a certi vecchi valori o, Dio non voglia!, alla buona educazione. A pensarci bene, anche l’elezione di Trump era, in fondo, fortemente improbabile.

Questa volta non ci ha colto impreparati: abbiamo abbozzato un sorrisino e abbiamo allargato le braccia: “è la democrazia, ragazzi, è la pancia del paese!”. Abbiamo avuto magari solo un piccolo brivido pensando alle sue affermazioni xenofobe, al pugno di ferro mostrato contro i nemici degli USA, al fatto che questo signore, insieme a Vladimir Putin e a quel simpatico giovanottone di Kim Jong-Un, abbia le mani sul 90% dell’arsenale nucleare mondiale. E se un giorno questo decidesse di…?

Ma no! Ecco i soliti timori snob e radical chic… Pensiamo davvero che questo tizio possa espellere tutti gli immigrati, sdoganare la propria personale misoginia, rendere normale la scorrettezza verbale, violare i diritti civili delle minoranze etniche o sessuali, scagliarsi contro tutti i nemici interni ed esterni dell’America e, oltretutto, scatenare guerre termonucleari su scala globale?

Impossibile! Direte voi.

Ecco, magari impossibile no: improbabile.

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