I miei nuovi vicini

Questa è la storia inventata più vera che conosco e parla dei miei nuovi vicini di casa. Date le conseguenze di questa storia non posso darvi troppi dettagli: sono sicuro tuttavia che riuscirete a distinguere il vero dal falso e a non farvi fuorviare dalle maldicenze.

I miei nuovi vicini si sono trasferiti nell’appartamento sotto al mio intorno a Natale e, da allora, non hanno mai tirato su le tapparelle, con l’unica eccezione di quella che dà sul balcone della cucina, che rappresenta, per loro, l’unico oblò sul mondo. Questo particolare, come vedremo, non è di secondaria importanza.

Avendo una certa praticaccia del mondo e avendo visto molti film e serie televisive, ho cercato di formulare una serie di ipotesi per questa cosa delle tapparelle abbassate:

 

  1. sono vampiri e detestano la luce del sole: questa rimane, come vedrete in seguito, l’ipotesi più plausibile ma comunque si sono fatti vedere da me sempre alla luce, anche in giorni soleggiati. Io, per precauzione, quando li incontro, alzo sempre il bavero della giacca.
  2. producono metanfetamina: data la praticaccia di cui sopra però, dovrebbero uscire dei pesanti fumi dal balcone della cucina. Invece niente: neanche puzza di fritto. Niente. Forse non mangiano (vd. ipotesi 1).
  3. organizzano tornei di nascondino clandestini. Mi aspetterei però un certo via-vai di appassionati di nascondino, gente che chiede indicazioni: “scusi, per il torneo?”. Invece niente neanche in questo caso: niente amici (vd. ipotesi 2). O forse sono nascosti benissimo.
  4. sono appassionati di cinema d’essai e proiettano vecchie pellicole in salotto. Ho cercato di verificare l’ipotesi con l’orecchio incollato al pavimento ma poi ho pensato che probabilmente vedevano film muti. Le due ore e passa però di Greatest Hits di Madonna che hanno ascoltato l’altro pomeriggio a tutto volume hanno fatto cadere l’ipotesi dei film d’essai.
  5. hanno una macelleria halal clandestina. Ho provato a verificare l’ipotesi bussando e chiedendo se avevano un manzo da prestarmi o un coltello affilato da sgozzamento. Niente: “ho le forbici, vanno bene lo stesso?” “Halam! Halam!” – ho esclamato – e me ne sono andato via indignato.

 

Dal loro buco del balcone tuttavia, captano con estrema sensibilità tutto quello che succede. Se cadono briciole dal mio balcone, riescono a suonare al mio campanello ancora prima che le briciole abbiano toccato terra. “Lei sta buttando briciole dal balcone”

“Forse mi saranno cadute, ma non ci tenevo particolarmente…”

“Le briciole attirano i piccioni”

“Voi…” – e alzo il bavero della giacca – “…avete paura dei piccioni?”

“I piccioni portano le malattie”

“Può essere… ma non sarà mai come un paletto di frassino nel cuore, non trova?”

“Non capisco cosa c’entri adesso!”

“Era per dire… conosce Jesse Pinkman?”

 

Hanno cominciato a dire che sono strano. L’altro giorno, ad esempio, innaffiavo i fiori sul balcone della mia cucina, che è esattamente sopra il loro: dopo un minuto è suonato il campanello.

“Lei sta sgocciolando acqua sul nostro balcone”

“Sempre meglio del sangue di quei poveri manzi!”

“Ma cosa dice?! Chiamo l’amministratore!”

“No, non sono mai stato a Fredrichstadt. O forse era l’anno scorso a Marienbad?”

 

Hanno messo in giro la voce che io li disturbo e che non sono molto equilibrato, solo perché adesso, ogni tanto, mi affaccio dal balcone della cucina e grido fortissimo “Tana libera tutti!!” aspettandomi di vedere scappare tutti i loro ospiti come topi dall’appartamento. Dicono che questo comportamento è inammissibile e che va contro le leggi del buon vicinato. Sicuramente però, non è da buoni vicini essere dei vampiri o dei supercriminali in incognito: io cercavo solo di preservare il buon nome del condominio facendomi i fatti loro.

Tutto qui.

Quindi non fidatevi di quello che vanno dicendo in giro su di me e datemi retta: se tutti i vicini fossero come me, a parte le briciole sui balconi, vivremmo tutti molto più tranquilli.

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