Legittima offesa

Almeno agli inizi sembrava che il problema fosse lo Stato, poi – come spesso capita – quelli che sembrano essere problemi si rivelano opportunità.

La gente si sentiva insicura, poco protetta, la paura serpeggiava: movimenti politici basavano la loro campagna sul tema della sicurezza delle città e dei cittadini. La decisione dello Stato fu il classico esempio di “pensiero laterale”: delegò ai cittadini la loro sicurezza individuale. Ognuno poteva esercitare, all’interno del proprio spazio (domicilio o attività) una forma di violenza verso le persone ritenute potenzialmente pericolose. Questo da un lato andava contro le prerogative dello Stato: da sempre infatti, lo Stato detiene il monopolio della violenza. E’ l’unico ente che può infliggere pene ai cittadini. Nell’ottica del liberismo tuttavia, si decise di privatizzare – o, meglio, di individualizzare – alcune piccole zone di violenza.

Nei confronti di ladri, invasori, persone violente o moleste, il padrone di casa poteva adottare pene adeguate per allontanarne il pericolo o la presenza. Tutto questo si rivelò molto efficace. Di giorno e di notte si sentivano cani abbaiare all’inseguimento di qualcuno, colpi di pistola fischiare nei giardini. Ci fu certo qualche danno collaterale: molti testimoni di Geova, molti venditori di folletto, molti agenti immobiliari e rappresentanti di assicurazioni caddero sul campo, ma la gente si dichiarò più sicura e soddisfatta.

Si decise allora di adottare il sistema dei “frontisti”, esattamente come capitava in caso di neve. Ogni cittadino era tenuto a mantenere sicura anche la zona di strada antistante la propria abitazione. Anche qui vi fu un periodo di assestamento che vide la morte accidentale di alcuni netturbini di colore, di alcuni distributori di volantini, di alcuni appassionati di giardinaggio della domenica mattina, dopodiché la popolazione si sentì ancora più sicura.

Il sistema risultò talmente vantaggioso che lo Stato decise di fare un passo indietro completo e consegnò ai singoli cittadini la custodia della propria incolumità. In alcune zone della città sorsero spontaneamente associazioni che – unendo fra loro le singole porzioni di strada antistanti le abitazioni – mantenevano la sicurezza di intere strade o di quartieri. Gli abitanti decidevano chi entrava o usciva, chi poteva camminare per strada e in quali orari. Tutto era molto più sicuro (fatta salva la morte di alcuni appassionati di jogging particolarmente lenti, che risolsero, una volta per tutte, i loro problemi di peso).

Lo Stato ormai non si occupava più della sicurezza dei cittadini ma aveva comunque dato loro ciò che volevano: la possibilità di pensarci da soli, secondo le loro regole, proporzionando il grado di violenza al loro grado di tolleranza. Poteva capitare quindi che in alcuni quartieri di alcune città non fosse consigliabile andare: tutto era talmente sicuro che, semplicemente passeggiando, potevi anche venire colpito da un proiettile vagante come a Kabul, a seconda dell’estro dei custodi.

Nelle zone dello Stato più tranquille invece, i cittadini si annoiavano. Verso chi potevano esercitare il loro legittimo diritto alla violenza? Una volta che la città era pacificata, che erano stati allontanati o sterminati i potenziali pericoli, che cosa rimaneva da fare?

Fu in quell’occasione che lo Stato ebbe il massimo vantaggio con la cosiddetta “Impresa di Chiasso”.

Un manipolo di audaci provenienti dai tranquilli comuni di Ronago, Colverde e Cavallasca decise di superare il confine in armi e annettere allo Stato il comune svizzero di Chiasso, garantendo così agli abitanti dei comuni succitati un approvvigionamento di cioccolata, tabacchi e sigarette sottocosto. Il bottino, come si diceva, venne diviso solo fra i comuni aderenti all’impresa ed eventuali scrocconi provenienti da comuni limitrofi (alcuni odiati confinanti di San Fermo della Battaglia, ad esempio, o di Pomirolo) vennero allontanati a suon di schioppettate.

Garantitosi uno sbocco verso la mitteleuropa, lo Stato non solo brindò alla ritrovata sicurezza, ma toccò con mano che, proprio come si auspicava nelle battaglie elettorali di alcuni anni prima, questa medesima sicurezza costituiva la base della felicità dei cittadini e il rilancio dell’intera nazione. Ovunque si plaudì alla prima iniziativa privata di legittima offesa.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in posts. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...