Questa cosa dei cani

 

 

Ogni tanto scrivo del mio cane ma non è che io o il mio cane facciamo una vita particolarmente emozionante. Cioè: se il tuo cane si chiama Rin Tin Tin o Lassie, ti può capitare magari che sventi una rapina al treno o soccorra delle ragazze in pericolo – e allora come padrone del cane hai un po’ di gloria riflessa (come Rusty, per esempio, che aveva come unico ruolo quello di dire “Bravo Rintie!” e accarezzarlo con energia, mentre il cane probabilmente pensava “ho salvato il fortino per l’ennesima volta e tutto quello che mi tocca sono i complimenti da questo nanerottolo…”) – ma nel mio caso il massimo dell’emozione è quando incrociamo sul pianerottolo Enea, il cane del piano di sopra, e i cani si ringhiano mentre io e l’altro padrone ci scambiamo sorrisi di circostanza.

Ecco: volevo parlare di questa cosa qui dei cani. Quando passeggi con il cane, lui, il cane, ha come unico pensiero quello di dosare la pipì come si deve per farla bastare per tutti gli angoli della via. A volte il mio cane non ce la fa, sbaglia le misure o si lascia un po’ andare nel secondo o terzo cespuglio, e alle ultime tappe del giro alza solo la gamba e simula la pisciata mentre mi guarda come per dire “oggi non ce l’ho fatta: questo sarà il nostro piccolo segreto…”. Il padrone invece deve stare molto concentrato sugli altri cani. Quando gli altri cani si avvicinano, tu devi tenere forte il tuo cane e urlare a squarciagola al padrone dell’altro: “è un maschio?!”. E’ una specie di rito. Secondo la logica dei padroni, due cani maschi litigano fra loro mentre maschio e femmina si fidanzano. Allora, quando uno ti urla “è un maschio?”, tu gridi forte “sì!” oppure “no!” e l’altro molla un po’ la presa oppure cambia strada a seconda del sesso del suo cane. Sinceramente, non so cosa fanno due femmine.

Io, il rito, non l’ho mai rispettato, perché il mio cane litiga con tutti, maschi e femmine. Quando mi chiedono “è un maschio”, io rispondo “sì, ma non importa…” e cambio strada lo stesso. I padroni si offendono un po’ delle volte e insistono a venirci sotto, se sono padroni di femmine, per vedere l’effetto che fa. Io glielo dico di lasciare perdere ma loro se la prendono come a dire “che c’è? la mia cagna non è abbastanza per il tuo botolo…?” finché il mio cane ringhia e morde e loro vanno via ancora più offesi.
Una volta pensavo che il mondo dei cani fosse più semplice e sincero di quello degli uomini: si parte dal presupposto che ogni maschio incontrato è un potenziale coglione, mentre ogni femmina un’affidabile compagna. Molti cani (e padroni di cani) ragionano così: cambiano strada con altri maschi, mentre ridono compiaciuti quando maschio e femmina si accoppiano senza ritegno sul marciapiede (“guarda come vanno d’accordo!”).

Mi è capitato di pensare che se avessimo la sincerità dei cani potremmo incontrarci in corridoio con i colleghi che ci stanno antipatici e urlargli “cambia strada, cretino!” e ci abbaieremmo dietro un po’ di insulti finché non ci siamo superati. Quello che capiterebbe con le donne lo potete immaginare: anzi, delle volte forse lo avete immaginato e vi siete avvicinati con le froge dilatate e l’espressione charmant del setter irlandese a qualche ignara ragazza alla fermata dell’autobus.

Il mio cane però mi ha spiegato che non sempre funzionano questi schemi: a lui stanno sulle balle tutti mentre Fellini, il cane del palazzo di fronte, va d’accordo con maschi, femmine, gatti e tutto quello che gli capita d’incontrare. Forse, a pensarci bene, ci sono un sacco di cani che non rispettano gli schemi e siamo noi padroni a incaponirci sul fatto che maschio e femmina devono andare d’accordo e i maschi litigare fra loro (un po’ come quando tua madre da bambino ti portava in casa di sconosciuti, ti presentava il loro orribile figlio e ti diceva “adesso tu ed Evaristo andate di là a fare amicizia”…).
Il problema nostro è quando ci affidiamo troppo agli schemi e crediamo che valgano in tutte le situazioni, soprattutto quando poi li trasportiamo dal mondo animale a quello umano e cominciamo a categorizzare le persone sulla base del pelo, della razza, della toelettatura e via così, oppure quando pensiamo che in certe situazioni dobbiamo volerci bene e rispettarci eccetera eccetera.
I cani, che sono molto più semplici di noi, ci dicono che le cose sono decisamente più complicate.

Ecco, l’altro giorno parlavo di questa cosa qui dei cani con il mio cane, di come sono difficili i rapporti con gli altri, di come non sempre ci si capisca e di come, in fondo, non ci sia un sistema di regole per capirci e andare d’accordo.
“Non me ne parlare – ha detto lui – io ho già un sacco di problemi a far bastare la piscia fino alla fine del giro…”

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...