Storie di stelle

a J.M.Barrie

Sarebbe troppo lungo e complicato e, vi dico la verità, non così piacevole a distanza di tanto tempo, rivangare i motivi per cui le stelle furono punite. Fatto sta che da allora – e quando dico “allora” mi riferisco all’epoca del fattaccio, ossia veramente un sacco di tempo fa – sono costrette a stare lì, immerse nel buio, a guardare giù in terra. Non è una cosa piacevole credetemi: gli esseri umani si vedono poco durante la notte e hanno poi questa spiacevole caratteristica di correre sempre da qualche parte. Le stelle provano a seguirli ma sono veramente difficilissimi da osservare: corrono, si muovono come lucciole impazzite. Un tempo, raccontano le stelle più anziane, si muovevano sì, ma nel buio, e dopo un po’ riuscivi a riconoscere i loro percorsi, adesso invece sono sempre illuminati, accendono luci ovunque. Certe notti sono luminosissime e disegnate da lunghissime strisce di luce: gli uomini a volte vanno tutti da una parte o dall’altra o semplicemente girano in tondo nelle loro città. In quelle notti le stelle devono strizzare tantissimo gli occhi e fanno fatica a vedere. Per chi le osserva da lontano sembrano un po’ tremolanti, soprattutto le più vecchie; in realtà è la fatica di continuare a guardare giù.

Poco dopo la metà dell’estate però succede un fenomeno strano. C’è una notte in cui molti umani si fermano e si fanno vedere: si sdraiano sui prati e guardano in su. Spengono le luci e stanno lì, fermi.

Per le stelle è una cosa molto insolita quella di guardare in faccia gli esseri umani. Le più vecchie ci sono abituate e fra loro si domandano come mai gli uomini si fermino a guardare per aria così di rado: loro non sono mica condannati a guardare per terra come le stelle e possono permettersi il privilegio di stare fermi a guardare tutto il cielo. Perché mai non lo faranno?

Poi, tutti gli anni, succede sempre: qualcuna delle stelle più giovani non riesce a sostenere lo sguardo di tutti quegli esseri umani e – zic! – cerca di scansarsi velocissima nel buio. A quel punto – e gli anziani lo sanno – gli uomini reagiscono sempre nello stesso modo: fanno un lunghissimo “ooooh!” e indicano il cielo.

Per chi le osserva da lontano sembrano un po’ tremolanti: in realtà sono le stelle più anziane che stanno ridendo.

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