Malattie misteriose

L’avresti mai detto che saremmo scomparsi per colpa di un virus? Proprio come i Maya o gli Atzechi, uccisi dal raffreddore dei conquistadores, o gli ingenui uomini del medioevo o del Seicento decimati dalla peste nera, o come gaudenti europei della Belle Epoque rastrellati dalla Spagnola. Tutto questo proprio quando pensavamo di avere sotto controllo ormai le malattie, le loro origini e conseguenze.

I virus invece si rafforzano, si adeguano ai nostri sforzi di eliminarli, proprio come le zanzare d’estate.

Ultimamente addirittura i virus hanno imparato ad utilizzare i giornali come veicoli di contagio: non tutti poi hanno l’accortezza di lavarsi bene le mani dopo aver letto certi giornali e le malattie hanno gioco facile a passare dall’uno all’altro.

Una delle malattie peggiori diffuse dai giornali ultimamente si chiama Paura. La paura è una malattia irrazionale, il che significa che chi viene contagiato mostra evidenti sintomi di mancanza di ragionamento o approfondimento: ripete continuamente i titoli dei giornali, li utilizza come slogan, a fronte di obiezioni argomentate risponde alzando la voce e via così.

Il malato di Paura è fondamentalmente convinto che gli portino via le cose, che ci sia un complotto internazionale che abbia come scopo fondamentale il turbamento del suo tranquillo stile di vita. Nelle sue forme più acute, la Paura si manifesta come timore di diventare esattamente come le persone che disprezziamo di più: poveri, malati, esclusi dalla nostra bella società.

Un effetto collaterale del morbo è la miopia, intesa come incapacità di vedere al di là del proprio naso. In un mondo che rischia, nelle ultime settimane, di trovarsi in una pericolosa escalation nucleare per colpa di due o tre capi di governo non troppo equilibrati, in un ecosistema che reagisce con violenza alla nostra indifferenza sui cambiamenti climatici scatenando tifoni e uragani mai visti, in una biosfera contaminata ai massimi livelli dall’uso di sostanze plastiche e dalla loro diffusione nelle acque, il miope pauroso è intimorito soprattutto dal fatto che sull’autobus qualche immigrato possa starnutirgli vicino.

Come biasimarlo? Forse è meglio avere paura delle cose piccole che delle cose grandi, senza contare che, al giorno d’oggi, perfino la lebbra è curabile con una scatola di antibiotici. Anche per gli altri timori poi ci sono svariate cure: la più efficace e definitiva è quella di informarsi, leggere, studiare. (Sì, scomodiamo anche “studiare” – dato che è settembre – un verbo che pensavamo di non dovere più utilizzare finita la scuola.) In effetti, per rendere la cura definitiva, bisogna assimilare notizie, verificarle, provarle con il ragionamento, confrontarle con altre notizie, approfondire le cose…

Perché allora il malato di Paura continua a restare malato? Be’, innanzitutto perché gli hanno detto di non fidarsi dei vaccini e poi perché questi comportano una serie di effetti collaterali sgradevoli. Anche studiare le cose in effetti presenta delle conseguenze piuttosto serie: è decisamente più faticoso che non ripetere cose già dette e presuppone che la gente utilizzi per pensare la propria testa.

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